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| 26 gen 2019 | 11:08

Casco in testa e pistola alla mano, avevano rapinato un rappresentante di gioielli. Arrestato uno dei malviventi

Il colpo era stato messo a segno nell'estate del 2017 a Lavis. Il bottino era di diverse migliaia di euro e i due si erano allontanati in sella a una moto

Casco in testa e pistola alla mano, avevano rapinato un rappresentante di gioielli
di Redazione

TRENTO. Era uno dei due uomini che avevano rapinato con tanto di pistola alla mano e caschi in testa un rappresentante di gioielli a Lavis. Il fatto era successo il 2 agosto 2017 e i due si erano allontanati sulla moto facendo perdere le loro tracce con un bottino di svariate migliaia di euro. Ieri è stato arrestato dalla polizia. B.D. 38enne di Milano, era già stato condannato alla pena di 2 anni e 4 mesi di reclusione per il colpo perpetuato ai danni del rappresentante di argenti e perle di origine vicentine che quel giorno doveva mostrare il proprio campionario a una serie di gioiellerie

 

Il cinquantenne aveva raggiunto il parcheggio di via Carlo VI intorno alle 11.30 e si era intrattenuto circa mezz'ora all'interno dell'esercizio prima di ritornare alla vettura. Nei paraggi però c'erano i due malviventi che probabilmente lo avevano già notato e seguito da tempo: una volta seduto al posto di guida, il rappresentante ha visto il bagagliaio aprirsi e una persona, coperta in volto dal casco nero, prendere la valigetta e dirigersi velocemente verso il complice in sella alla moto e già pronto alla fuga.

 

A quel punto il cinquantenne ha avuto la prontezza di scendere immediatamente dalla vettura per rincorrere i malviventi, ma l'autore del furto si sarebbe girato mostrando qualcosa, forse un'arma, facendo desistere l'uomo nell'intento di recuperare la valigia. Nel frattempo sono subito arrivati anche i carabinieri, ma ormai gli uomini a bordo della motocicletta erano già spariti. 

 

Sempre nella mattina di ieri la squadra volante in Piazza Dante ha fermato un ragazzo di origini tunisine del 1993, già colpito da provvedimento di espulsione. Il giovane condotto in questura, compreso che sarebbe stato espulso con accompagnamento alla frontiera, si è rivolto in maniera violenta contro gli agenti aggredendoli. Per tale motivo è stato arrestato per violenza e resistenza contro pubblico ufficiale.

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