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| 15 ago 2019 | 19:10

Cerimonia a Malga Zonta, una commemorazione di pace in ricordo dei 17 morti trucidati dai nazisti

Alla presenza dei vertici delle istituzioni delle realtà territoriali coinvolte, s'è tenuto questa mattina il cerimoniale di ricordo dei 17 morti di Malga Zonta, trucidati dai nazisti. Presente l'assessore Achille Spinelli. La cerimonia ha dato l'occasione di presentare nuovamente il Parco-Museo di Malga Zonta-Base Tuono, inaugurato settimana scorsa

Cerimonia a Malga Zonta, una commemorazione di pace in ricordo dei 17 morti trucidati dai nazisti
di Davide Leveghi

FOLGARIA. Si è tenuta questa mattina alla presenza dell'assessore provinciale Achille Spinelli, del direttore del Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, del sindaco di Schio Walter Orsi e di quello di Folgaria Michael Rech, la commemorazione ufficiale dell'eccidio di Malga Zonta.

 

Nella conca del passo che divide Trentino e Veneto, ha preso avvio la cerimonia di ricordo della strage nazista in cui furono uccise 17 persone, tutti giovani al di sotto dei 24 anni. La sfilata coi labari ed il picchetto d'onore ha inaugurato la celebrazione, proseguita con la deposizione delle corone sul luogo della strage e con i discorsi ufficiali dal palco.

 

Numerosi i presenti ad un evento che tutti gli anni celebra i Resistenti e la Resistenza da cui nacquero le nostre Repubblica e Costituzione. Un sacrificio ricordato dall'orazione ufficiale ad opera di Carlo Ghezzi, membro della segreteria nazionale dell'Anpi. Presenti coi gonfaloni e svariati rappresentanti sia le delegazioni dell'Associazione Partigiani sia delle associazioni d'Arma, dei Comuni di Trento, Schio e Folgaria e delle Province di Trento e Vicenza.

 

Nel corso degli interventi è stata ricordata la recente inaugurazione del Parco Museo Malga Zonta-Base Tuono, progetto che vede in collaborazione il Comune di Folgaria, il Museo Storico del Trentino e la Provincia. Un parco, come sottolineato dal direttore della Fondazione Museo Storico Giuseppe Ferrandi, “unico nel suo genere nell'arco alpino”, vista la raccolta di testimonianze di diverse tappe cruciali della storia del “secolo breve”: i due conflitti mondiali e la Guerra Fredda.

La commemorazione si conclude con la messa al campo celebrata da padre Gregorio Moggio.

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