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Ciclabili a Trento? Pegoretti (Fiab) "In alcune zone si è raggiunto il limite di civile convivenza tra pedoni e ciclisti. Siamo fermi ad una progettualità di vent'anni fa''

Il rappresentante della Fiab sottolinea l'importanza di guardare al futuro e di pensare ad una mobilità che sia non solo sostenibile ma anche attrattiva e di qualità: "Il futuro di una città sarà migliore se cresceranno gli spazi pedonali, ciclabili e quelli riservati a un trasporto pubblico moderno: non basta che siano disponibili al cittadino, ma devono essere attrattivi ed eccedere le aspettative, a cominciare dal design: devono essere progettati e costruiti bene"

Di Giuseppe Fin - 06 agosto 2019 - 19:34

TRENTO. “Abbiamo bisogno di cambiare marcia, di pensare a percorsi ciclabili separati. Trento deve pensare la futuro, l'impostazione progettuale delle piste ciclabili che abbiamo poteva andare bene 20 anni fa, forse, ora bisogna evolvere”, le parole sono di Massimo Pegoretti della Fiab la Federazione Italiana Ambiente Bicicletta in merito alla situazione delle ciclabili sempre più trafficate che oggi sono presenti nel capoluogo.

 

Trento con i suoi circa 70 chilometri di percorsi ciclabili è stata più volte citata a livello nazionale come esempio e come città amica della bicicletta. Se da un lato, però, le vengono riconosciuti importanti risultati, dal punto di vista della funzionalità delle piste ciclabili i problemi non mancano. I limiti si possono notare ora con la bella stagione e con l'utilizzo della bici da parte di molti cittadini e turisti. In alcuni casi ci si trova in veri e propri ingorghi tra pedoni e ciclisti. Una situazione che tra l'altro è peggiorata, sottolinea la Fiab, nei tratti in cui è stata rifatta l'asfaltatura ed è stata tolta la separazione che vi era tra pedoni e ciclisti sostituendola con dei pittogrammi. 

 

La città di Trento è citata spesso a livello nazionale per le piste ciclabili messe a disposizione dei cittadini. Con l'aumento della loro fruibilità, la rete che oggi già esiste è adeguata?

Trento è parte della rete di Comuni Ciclabili Fiab e ha un buon posizionamento nelle classifiche nazionali, con 4 bike smile su un punteggio massimo di 5; la rete è buona in termini di chilometri messi a disposizione, circa 70: si è lavorato sulla quantità e di questo al Comune va dato atto, ma è tempo di lavorare sulla qualità.

 

Si dice che Trento è malata di ''marciabici'', cosa significa?

Significa che troppi percorsi ciclabili sono misti con i percorsi pedonali. I cittadini che vanno a piedi lo sanno bene e, in quanto utenti più deboli della strada, soffrono questa situazione più di coloro che si spostano in bici. In alcune zone, ad esempio corso Tre Novembre, via Veneto, Viale Verona, siamo oltre ogni ragionevole limite di civile convivenza e sicurezza. Si tratta di un’impostazione progettuale che poteva andare ben 20 anni fa, forse, ora bisogna evolvere.

 

Cosa serve a Trento per diventare a città multimodale e che gerarchia di spostamenti dovrebbe avere per essere all'altezza di tanti grandi centri europei?

Sempre più cittadini preferiscono spostarsi in modo diverso dall’auto privata: si arriva in meno tempo, con meno stress, forse si iniziano a comprendere i problemi del riscaldamento globale. Ma è anche un fatto generazionale: l’auto come status symbol per le nuove generazioni sta perdendo significato, specie nelle aree urbane. La pianificazione delle città prevede il più delle volte un "bilanciamento" delle diverse modalità di trasporto, ma è un errore perché la congestione non cambia. Se per decenni abbiamo progettato le città per automobili, le modalità di spostamento alternative non prenderanno mai piede senza un nuovo e deciso ordine di priorità. Il futuro di una città sarà migliore se cresceranno gli spazi pedonali, ciclabili e quelli riservati a un trasporto pubblico moderno: non basta che siano disponibili al cittadino, ma devono essere attrattivi ed eccedere le aspettative, a cominciare dal design: devono essere progettati e costruiti bene. E’ quindi tempo di fare scelte coraggiose sull’assegnazione degli spazi per la mobilità nuova.

 

Nelle piste ciclabili classiche troviamo le bici elettriche, capaci di raggiungere velocità sostenute, roller, monopattini, skateboard, biciclette a tre ruote con traino a braccia, biciclette traino per famiglie e così via. Siamo preparati a questi nuovi mezzi? O serviranno nuove regole e anche nuove segnaletiche?

E’ corretto parlare di biciclette a pedalata assistita, regolate da una Norma Europea, che permettono di affrontare meglio le medie distanze e di superare agevolmente i dislivelli. Certo che serve buon senso, in particolare sui “marciabici", ma l’assistenza del motore alla pedalata si ferma a 25km/h. Trovo molto più pericoloso percorrere le ciclabili provinciali con le bici da corsa, che vengono portate senza problemi a 40km/h, lungo percorsi frequentati anche da pedoni.

Quanto ai monopattini, quando saranno normati, il diritto a circolare sarà sacrosanto, perché se la strada è spazio pubblico e non delle auto, ben venga una biodiversità di mezzi che anche visivamente serva a ricordarlo a chi la percorre da utente forte sulle quattro ruote. Certo che ben presto potrebbero saturare le poche infrastrutture a servizio della mobilità sostenibile, ma torniamo alla gerarchia degli spazi: detto in altre parole, chiunque parli di aumentare l’uso della bicicletta o di promuovere maggiormente il trasporto pubblico senza limitare l’uso dell’auto, o è in malafede o non ha capito come funziona. Basti pensare che nell’ultima consigliatura il Comune di Trento non ha aggiunto un solo metro di corsie preferenziali per gli autobus, ma intanto accedono alla città centomila auto al giorno.

 

Quale sfida si troverà davanti nei prossimi anni la città di Trento dal punto di vista delle ciclabili? Come dovrà essere la Trento ciclabile del futuro?

La sfida è molto più ampia delle sole ciclabili, a giorni uscirà il Bando per il PUMS - Piano Urbano della mobilità sostenibile - della città di Trento, assieme al quale dovrà essere redatto il Biciplan, che dovrà prevedere la messa in rete delle ciclabili in modo da aumentarne la fruibilità, ma anche la modernizzazione del trasporto pubblico locale. Pensiamo al collegamento Trento città - Povo, con il primo lotto fino a Mesiano recentemente approvato dal Consiglio Comunale: esso si inserirà in un progetto ampio di interconnessione con le ciclabili e la rete di trasporto pubblico.

 

Come Fiab avete un ruolo importante. Quello di essere collettore tra i bisogni dei cittadini e le istituzioni. Oggi com'è questo rapporto?

FIAB - Federazione Italiana Ambiente Bicicletta conta 20 mila soci a livello nazionale e come ogni sezione locale, anche la FIAB Trento dialoga in ottica costruttiva con il Comune. Negli anni abbiamo ottenuto dei buoni risultati, grazie anche alla sinergia con il Gruppo di cittadinanza attiva TrentoinBici: la nuova ciclabile per Roncafort, la Povo-Villazzano primo lotto, diverse migliorie e manutenzioni della rete esistente, il cicloparcheggio protetto dell’area ex Zuffo, che serve ai cittadini in ottica intermodale.

In futuro, ci aspettiamo più cicloparcheggi di qualità, l’implementazione di una segnaletica chiara e univoca a servizio anche dei numerosi cicloturisti, e l’istituzione da parte del Comune dell’Ufficio Biciclette, già presente nei Comuni con 5 bike smile, perchè serve migliorare la comunicazione: possiamo creare tutte le piste ciclabili che vogliamo, ma se non spieghiamo ai cittadini perché le stiamo facendo e a cosa servono stiamo sprecando risorse e ci stiamo esponendo a una guerra tra bande contrapposte tra chi vuole esercitare il proprio diritto alla mobilità e chi vuole garantito il proprio diritto al parcheggio sotto casa.

Inoltre dialoghiamo con la Provincia, al momento per aggiornare il regolamento sul trasporto bici a bordo treni e sul trasporto pubblico extraurbano, e per il miglioramento dell’accessibilità ai binari nelle stazioni di RFI.

 

Quali i vostri prossimi appuntamenti come Associazione?

In occasione della settimana europea della mobilità dal 15 al 22 settembre: il 19 settembre Pedalata “Il ciclista illuminato” alle 19 a partire da Piazza Dante, per sensibilizzare i cittadini circa l’uso dei fanalini per la circolazione notturna, e domenica 22 Settembre la Festa TrentoinBici con un circuito cittadino in partenza e arrivo alla piazza di Piedicastello, per grandi e piccoli, organizzata da FIAB, Comune di Trento e APT Trento-Valle dei Laghi.

 

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