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''Contro la maturità, questa riforma non passerà'': centinaia di studenti in piazza contro il nuovo esame di Stato

La manifestazione organizzata in contemporanea ad altre città italiane. Assembramento in piazza Dante, il corteo sta sfilando davanti a tutti gli istituti superiori di Trento. I ragazzi: ''Non vogliamo essere cavie''

Di Martino Brigadoi, Lisa Donati, Michela Moser, Lisa Giovanelli (Liceo Prati) - 22 febbraio 2019 - 10:37

TRENTO. "Contro i tagli e la maturità, questa riforma non passerà". Manifestazione degli studenti in città questa mattina (venerdì). In piazza sono in questi attimi gli alunni delle scuole superiori trentine. Il motivo della protesta: i ragazzi sono contrari alla nuova maturità e ai tempi e ai modi con cui è stata introdotta la riforma.

 

"Gli studenti non sono fannulloni, Bussetti a casa, dimissioni", "Via Bussetti, basta giochetti". Oppure: "Alziamo la voce, indietro non si torna. Studenti in piazza, bocciamo la riforma". Sono questi alcuni dei cori che si sentono per le strade.

 

 

Ancora difficile quantificare la presenza: secondo quanto si sente dire dagli stessi partecipanti in piazza alla manifestazione, in programma in contemporanea in diverse città italiane,  avrebbero aderito giovani di tutti gli istituti superiori del capoluogo e anche di diverse scuole della provincia. Per circa 500 persone presenti.

 

L'assembramento è avvenuto in piazza Dante. Il corteo si è quindi mosso verso il castello del Buonconsiglio, piazza Venezia, piazza Fiera per portarsi poi in via Travai. In questo momento il passaggio davanti al liceo Da Vinci. È previsto un passaggio "davanti a tutte le scuole" della città.

 

Scuola, gli studenti scendono in piazza

Diverse le novità introdotte per l'esame di Stato dal governo, già a partire dalla sessione di giugno 2019 (qui l'articolo). Tra queste la multidisciplinarietà che vedrà la seconda prova scritta della maturità al liceo classico composta da latino e greco e allo scientifico da matematica e fisica. Preceduta da alcune simulazioni durante l'anno scolastico.

 

"Il 22 febbraio è una data simbolica - spiegano i ragazzi - È stata lanciata da un liceo di Torino come giornata nazionale di protesta contro la riforma dell'esame di maturità". Proseguono: "Siamo studenti civili, volenterosi di esprimere il nostro disaccordo riguardo la riforma che, direttamente o meno, colpirà tutti noi nei prossimi mesi o anni".

 

Un manifesto recita: "Non siamo delle cavie: siamo degli studenti e, in quanto tali, vorremmo poter essere felici della nostra scuola e vorremmo poter affrontare le nostre giornate con tranquillità, senza bruschi cambi di manovra da parte di chi conduce, malamente, il timone".

 

"Stiamo parlando di un esame, dunque di un evento che crea ansia a prescindere: noi vogliamo quindi poterci sentire a nostro agio" dicono sempre i giovani. "Protestiamo perché vogliamo che le future classi che dovranno affrontare la maturità possano essere preparate e consce di ciò a cui andranno incontro" aggiunge qualcuno.

 

"Non vogliamo essere considerati come semplici ingranaggi che si adatteranno, con i loro professori, ai nuovi cambiamenti" è un'altra frase che si sente pronunciare. I ragazzi, insomma, vogliono essere protagonisti della scuola e far sentire la propria voce per il loro futuro: "Protestiamo perché abbiamo il diritto di presentarci a giugno a testa alta".

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