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Dopo 75 anni ritrovato il corpo di un soldato statunitense, era precipitato in Trentino Alto Adige dopo uno scontro tra aerei nell'ottobre 1944

Uno scontro tra tre aerei che si dirigevano in Germania per un bombardamento, generato dai colpi della contraerea tedesca, causò due vittime e l'arresto del terzo pilota, salvatosi con il paracadute. A 75 anni dal fatto, dopo il recupero nel 2000 di uno dei corpi da parte di un'equipe dell'esercito Usa, è stata portata a termine in Val Sarentino la riesumazione del secondo e ultimo pilota

Di Davide Leveghi - 27 August 2019 - 06:01

SARENTINO. Sono 75 anni che i resti dell'aviatore Lowell Twedt giacciono in un bosco in alta Val Sarentino, in località Aberstückl/Sonvigo. Si conosceva la sua storia, le dinamiche dell'abbattimento del suo caccia P-38J Lighting, quel 20 ottobre 1944, quando in Europa e nel mondo infiammava il conflitto più sanguinoso della storia dell'umanità, e i bombardamenti alleati fiaccavano le resistenze tedesche. Ma non si conosceva la sua ubicazione, almeno fino a poco tempo fa, quando l'esercito statunitense contattò l'Associazione storica di Sarentino, dando avvio alle attività di indagine.

 

“Gli americani possiedono una divisione speciale delegata solo al ritrovamento dei corpi dei propri soldati – spiega il sindaco di Sarentino Christian Albert Reichsigle fu due anni fa quando vennero qui, dopo aver compiuto delle ricerche, per ricercare il corpo di Twedt. Grazie alla collaborazione della nostra Associazione storica e alle testimonianze degli anziani che vissero quel periodo e ricordavano dove fosse caduto l'aereo, sono poi tornati per recuperare i resti”.

 

Era l'ottobre 1944, appunto, quando una pattuglia di bombardieri statunitensi, diretta verso la Germania per colpire dei depositi di carburante, venne colpita dalla contraerea tedesca di Bolzano. Due aerei si scontrarono e cominciarono a precipitare, mentre un terzo, a sua volta centrato dalle lamiere dei due, vide il pilota salvarsi con il paracadute. Catturato, sarebbe stato rilasciato a fine del conflitto dopo essere stato internato in un campo di prigionia. Virgil Olson, era il suo nome.

 

 

Diversa fu la sorte dei due piloti degli aerei scontratisi. William Wisner, detto Billy, e Lowell Twedt persero la vita, schiantandosi in Val Sarentino, uno per lato nella verde valle che s'arrampica da Bolzano, attraversata dal Talvera. Corpi e lamiere il cui destino sarà di rimanere tra quei boschi, per decenni.

 

 

Sepolti dagli abitanti del luogo, Wisner e Twedt hanno atteso rispettivamente 56 e 75 anni per essere riesumati e inviati in patria. Dopo il recupero del primo, avvenuto nel 2000 in località Weissbrunn, sono passati ben 19 anni perché si individuasse il luogo dello schianto del secondo aereo, sull'altro lato della val Sarentino, in località Aberstückl/Sonvigo.

 

L'operazione, condotta da una task force dell'esercito stelle e strisce delegata allo scopo di recuperare i soldati dispersi negli innumerevoli teatri di guerra in cui ha combattuto, ha visto sul campo ben 24 tra militari e un'archeologa, Kim Mayeama. “E' giunta un'equipe quasi totalmente composta da militari – racconta la referente comunale Flora Brugger – e da un'archeologa. Aiutati dall'associazione storica di Sarentino, a cui gli abitanti del luogo hanno indicato il luogo della sepoltura, hanno cominciato a scavare manualmente. Il team ha iniziato a scavare da fine luglio, setacciando la terra mano a mano”.

 

 

“Dopo due o tre settimane – prosegue – sono state trovate le ossa. Il corpo era intero, perché sepolto con i resti dell'aereo in metallo, che lo hanno protetto. Verrà portato in America, ora, alle Hawaii, dove avverrà l'analisi del Dna dei resti e l'identificazione. Il team, invece, è partito per il Vietnam alla ricerca di un altro corpo”.

 

Siamo molto felici perché questa storia finisce qui – commenta soddisfatto il sindaco Reichsigl – si conclude così la vicenda dei soldati americani in Val Sarentino”.

 

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