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Esplosione nucleare, i medici intervenuti non possono rivelare cosa è successo. Intanto il circolo polare artico brucia e solo a giugno emessa tanta Co2 quanto la sola Svezia in un anno

Non è l'unico problema che si trova ad affrontare la Russia. Ormai da circa un mese la Siberia brucia, ma è tutto il circolo polare artico in difficoltà, compreso Alaska e Groelandia: gli incendi si vedono anche dallo spazio e l’Omm mette in luce che nel solo mese di giugno questi eventi hanno prodotto almeno la stessa quantità di anidride carbonica emessa in un anno dalla Svezia

Di Luca Andreazza - 15 agosto 2019 - 16:24

TRENTO. A una settimana di distanza dall'incidente alla base militare di Nenoska nella regione di Arcangelo in Russia emerge qualche dettaglio in più, ma sempre con il contagocce. Secondo Greenpeace il livello di radiazioni è cresciuto di 20 volte mentre l’agenzia meteorologica russa Rosgidromet ha indicato martedì 13 agosto, un aumento di 16, una situazione poi tornata secondo l'autorità nella regola: si parlerebbe di dati anormali, ma non allarmanti.

 

Il servizio meteo ha, infatti, misurato i livelli di radiazione e per circa due ore sono stati registrati tra le quattro e le 16 volte sopra la norma. Dati rilevati nella città portuale di Severodvinsk, a circa 47 chilometri dal luogo dell’incidente. In quelle ore il comune russo aveva pubblicato sul sito un rapporto secondo cui due rilevatori di radiazioni avevano raggiunto un picco. Rapporto successivamente rimosso dal sito, ma tanto è bastato per indurre gli abitanti di diverse città a fare scorta di iodio, una sostanza che neutralizza in parte gli effetti delle radiazioni.

L’esplosione si sarebbe verificata durante un test a un missile nucleare e per chiarire l'evento anche l'intelligence degli Stati Uniti sono in azione, come annunciato anche da presidente Donald Trump. Al tweet della Casa Bianca ha risposto il portavoce del Cremlino (Qui articolo). 

 

Oltre al divieto di navigazione nella zona per circa un mese, non si conoscono le misure prese per garantire la sicurezza di molte aree. Diverse informazioni diffuse dai media locali sono state smentite o minimizzate dalle autorità. E anche i piani di eventuali evacuazioni sono stati annullati. Nel frattempo i medici che hanno assistito i feriti sono stati trasferiti a Mosca per controlli e hanno firmato un documento di riservatezza, vietato far trapelare segreti.

 

Non è l'unico problema che si trova ad affrontare la Russia. Ormai da circa un mese la Siberia brucia: il fuoco ha già distrutto circa sei milioni di ettari, oltre 100 mila campi da calcio, della foresta boreale siebriana. Un disastro ambientale enorme, una ferita richiederà almeno 150 anni per rimarginarsi. Non solo la flora, anche la fauna è stata colpita, specie protette quali tigre e airone del nord potrebbero essere scomparse. 

 

Il fronte delle fiamme è alimentato da temperature particolarmente alte, clima secco e dai forti venti, un chiaro segno del cambiamento climatico. In ogni ettaro di bosco crescono 1.200 alberi di varie tipologie, 100 mila piante e centinaia di animali: secondo le prime stime sarebbero morti oltre un miliardo di uccelli e animali. A questo si aggiunge la presenza di numerosi depositi militari che esplodono improvvisamente.

 

Ma è tutto il circolo polare articolo in grossa difficoltà. Brucia anche l'Alaska e, in misura minore, anche la Groelandia. Se le foreste di questi territori sono da sempre interessate da incendi, questa volta il fenomeno viene definito senza precedenti per la portata, come evidenziano il Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine e l’Organizzazione meteorologica mondiale.

 

Gli incendi di quest’anno sono, infatti, iniziati un mese prima rispetto al solito e sono straordinari per la durata e per l'estensione territoriale. Roghi che immettono nell’atmosfera quantità enormi di anidride carbonica: l’Omm mette in luce che nel solo mese di giugno questi eventi hanno prodotto almeno la stessa quantità di anidride carbonica emessa in un anno dalla Svezia. Roghi così estesi da poter essere visibili dallo spazio, come dimostrano alcune immagini satellitari della Nasa, che riportano gli incendi in Siberia tra le regioni di Irkutsk, Krasnoyarsk e Buryatia.

 

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