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Fatturazione elettronica e bolli, preoccupati i commercialisti: ''Numerose anomalie e l’onere del controllo non deve essere ribaltato sul cittadino o sul suo consulente''

Il presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Trento e Rovereto, Pasquale Mazza, esprime forte preoccupazione: "Grossi dubbi sul prossimo futuro. Favorevoli alla fatturazione elettronica, ma ogni elaborazione proveniente dalla macchina statale deve essere preventivamente controllata"

Pubblicato il - 11 aprile 2019 - 15:46

TRENTO. "Se queste sono le premesse, siamo molto preoccupati", questo il commento del presidente dell’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Trento e Rovereto, Pasquale Mazza, dopo aver ricevuto dai colleghi numerose segnalazioni di anomalie nei conteggi automatici effettuati dall’Agenzia delle entrate con riferimento all’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche emesse nel primo trimestre 2019.

 

"Siamo assolutamente favorevoli alla fattura elettronica, così come ad un fisco che vada nella direzione di semplificare e snellire gli adempimenti dei contribuenti – prosegue il presidente - ma siamo convinti che ogni elaborazione proveniente dalla macchina statale debba essere preventivamente controllata e che l’onere del controllo non debba essere ribaltato sul cittadino o sul suo consulente, con gli oneri conseguenti".

 

Oggi, come primo di una serie di adempimenti che l’Agenzia delle entrate si propone in futuro di offrire in maniera “preconfezionata” al contribuente, è arrivato il conteggio dell’imposta di bollo dovuta sulle fatture elettroniche del primo trimestre. L’esito di questo conteggio sarebbe arrivato però a pochissimi giorni dalla scadenza per effettuare il versamento e non privo di numerosi errori.

 

"Siamo preoccupati per il prossimo futuro - conclude Mazza - in quanto l’Agenzia delle entrate ritiene di essere in grado, a breve, di offrire al contribuente la tenuta dei registri Iva e, in seguito, la dichiarazione Iva precompilata. Ricordiamo, però, che pagare gli importi proposti dall’Agenzia delle entrate non mette in salvo il contribuente dalle sanzioni derivanti da eventuali inesattezze nel calcolo e che rimane onere di quest’ultimo procedere alle correzioni che si rendessero necessarie. E se nel caso dell’imposta di bollo si tratta, nella maggioranza dei casi, di importi contenuti, per l’Iva dovuta su base mensile o trimestrale le cifre in gioco – e quindi i rischi – sono decisamente più importanti".

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