Il Doss Trento affidato ai rifugiati politici, CasaPound: ''Abbiamo smascherato il Comune". Geat: ''Nulla a carico dei cittadini''
Alcuni militanti del movimento di estrema destra hanno preso parte lunedì sera alla riunione del consiglio circoscrizionale del Centro Storico Piedicastello che aveva all'ordine del giorno l'audizione dell'assessora alle politiche sociali e vicesindaca Mariachiara Franzoia sull'affidamento del servizio e della struttura di custode presente sul Doss Trento

TRENTO. “Io non so cosa abbiano smascherano visto che le informazioni arrivate lunedì sera in circoscrizione già si conoscevano”. Questa la risposta del presidente della circoscrizione Centro Storico Piedicastello Claudio Geat in merito alla nota di CasaPound: “Profughi sul Doss Trento a carico dei cittadini, CasaPound smaschera il Comune”.
Alcuni militanti del movimento di estrema destra hanno preso parte lunedì sera alla riunione del consiglio circoscrizionale del Centro Storico Piedicastello che aveva nell'ordine del giorno l'audizione dell'assessora alle politiche sociali e vicesindaca Mariac hiara Franzoia sull'affidamento del servizio e della struttura di custode sul Doss Trento. Un affidamento che è avvenuto tramite bando assegnato al centro Astalli che ha presentato un progetto che vede protagonisti 4 giovani rifugiati politici.
Per CasaPound gli “appunti” fatti all'assessora durante il consiglio “sono stati diretti e hanno smascherato il Comune che di fatto non garantisce in alcun modo l’operosità dei profughi ai quali sta affidando un compito tanto impegnativo, riservandosi la possibilità di far pagare alla collettività le mancanze e i danni causati”. “La gestione di un bene prezioso e sacro come il Mausoleo – continua la nota - dovrebbe essere affidato con trasparenza a chi ne sa riconoscere il valore e non, per fini propagandisti e di accoglienza, ad individui che ancora devono essere inseriti nella società”.
Diversa invece la versione del presidente Claudio Geat. “L'intera seduta è stata portata avanti un maniera molto tranquilla – ha spiegato Geat – e l'assessora Franzoia ha spiegato al consiglio come verrà gestito il progetto del custode presente sul Doss Trento. Chi ha voluto fare delle domande le ha fatte e gli è stato risposto”. Durante la seduta, ha spiegato Geat, l'assessora Franzoia ha illustrato quello che accadrà sul Doss Trento. Nella casa del custode troveranno posto quattro ragazzi, tutti rifugiati politici che saranno seguiti dagli operatori del Centro Astalli. “Queste persone – ha spiegato il presidente della circoscrizione Centro Storico Piedicastello - potranno usufruire in comodato gratuito dell'alloggio del custode e svolgeranno alcuni servizi che vanno dalla pulizia di alcune zone, il riordino delle sale, lo svuotamento dei cestini e altro”.
I quattro ragazzi che rientrano nel progetto presentato dal Centro Astalli sono tutti rifugiati politici e per alcune ore alla settimana saranno seguiti da alcuni operatori. “Ci è stato spiegato – ha affermato Geat – che non ci sarà alcuna sorveglianza stretta anche se verranno comunque seguiti”. Da parte dall'assessora Franzoia, ha affermato Geat - è stato poi spiegato che il progetto si affianca ad altri riservati alle persone in particolari situazioni e che necessitano di un aiuto.
“E' ovvio che i quattro ragazzi che abiteranno nella casa del custode non percepiranno alcun soldo, le bollette saranno a carico dell'associazione – ha chiarito Geat – e dovranno svolgere gran parte dei compiti che venivano svolti dall'ex custode. Per alcuni servizi, invece, sarà compito degli operatori del Comune”.
Il presidente, nel condividere il progetto del Centro Astalli sul Doss Trento, ha però anche auspicato che si arrivi nel futuro ad una scelta di un custode fisso: “E' un luogo molto importante a livello storico ma anche naturalistico – ha concluso Geat – e un futuro auspico che si arrivi ad un custode a tutti gli effetti”.














