''Il Trentino killer va boicottato'' ancora azioni da parte degli animalisti in diverse regioni
Dopo Bologna e Verona ora il Movimento Centopercentoanimalisti ha colpito il megastore vicentino "Perchè rivenditore della ditta trentina 'La Sportiva'''

TRENTO. Continuano le azioni contro il Trentino da parte del Movimento Centopercentoanimalisti. Questa volta ad essere presa di mira la scorsa notte con l'affissione di alcuni manifesti è stata la “Nico” di San Zeno in provincia di Vicenza.
La motivazione sarebbe da ricercare per il fatto che tra le varie marche, il noto megastore vicentino è rivenditore della ditta trentina “La Sportiva”. L'obiettivo è quello di attaccare le aziende trentine come già avvenuto a Bologna e Verona. (Qui l'articolo)
“Nonostante la balle spaziali raccontate da Fugatti – viene spiegato in una nota - per confondere l’opinione pubblica, noi del Movimento Centopercentoanimalisti siamo sempre più convinti che il povero Orso (M49) sia stato fatto fuori da tempo”.
Dal movimento vengono messe in dubbio le immagini che sono state diffuse dalla Provincia anche per la mancanza di audio nei video.
“Le foto dei giorni successivi possono essere state tranquillamente taroccate, se c’è riuscita Valeria Marini, ci possono riuscire tutti. E il video senza? Come mai? Forse perché qualcuno diceva cose datate riguardanti l’Orso ripreso? Un’ulteriore conferma che Pinocchio domina nella Regione del Trentino. Non ci stupiamo se domani salterà fuori l’audio, anche in quel caso il tarocco è possibile, ma sempre troppo tardi”.
Una nota positiva, invece, per il Sindaco Luca gadenz di Sagron Mis (Trento), per aver preso posizione e lanciato messaggi positivi in favore degli animali e di M49. (QUI L'ARTICOLO)
“Il Trentino – conclude la nota del Movimento - deve iniziare a capire che gli Animali sono di tutti e vanno rispettati, i politici locali devono investire per costruire le basi di una convivenza con questi splendidi Animali. Tuttavia, siamo pessimisti, dato che i cacciatori regnano sovrani in questa Regione, i fatti recenti lo confermano, per non parlare del centro di Cateller, dove i sanguinari legalizzati tentano di ripulirsi l’immagine”.


















