"Lo sport non cancella l'odore": azione degli animalisti allo stadio di Levico
Gli animalisti dell'Associazione Centopercentoanimalisti attaccano su una delle porte dello stadio di Levico uno striscione di protesta contro il Trentino e di invito al boicottaggio. "Trentino Regione di cacciatori", dicono, mettendo in dubbio che M49 sia ancora vivo

LEVICO. Prosegue la crociata animalista contro il Trentino. Questa volta, a essere protagonista di un'azione di protesta è l'associazione Centopercentoanimalisti, e l'obiettivo contro cui scagliarsi è: il Levico Terme.
È stato infatti esposto uno striscione su una delle due porte del campo della squadra levicense, pronta domenica prossima ad iniziare il campionato di serie D, riportante la scritta “Lo sport non cancella l'odore. Trentino vergogna nazionale”. Ennesima azione dimostrativa del collettivo “apolitico e apartitico”, come ci tengono a evidenziare sul proprio sito, si prospetta non essere l'unica.
Promettono di affiggere una “lunga serie” di messaggi, gli animalisti, sfruttando il fatto che due squadre trentine, Dro e Levico, competano nel girone dell'Italia nord-occidentale. “In Lombardia il nostro movimento è molto attivo”, scrivono con fare minaccioso, dunque “non sono escluse altre azioni di protesta già da domenica 8 settembre”.
E non pare di certo un'azione rivolta specificatamente contro la squadra termale, ma contro una provincia, quella trentina – chiamata erroneamente “Regione” nel comunicato – rea di essersi più volte “ripulita l'immagine ammazza Orsi e sanguinaria con lo sport”. “Noi di Centopercentoanimalisti non lo abbiamo mai ignorato”, incalzano, “dalla morte di Daniza a quella di KJ2 e M49 (raccontatela ad altri che è ancora vivo)”.
Insomma, alle testimonianze sulle scorribande di M49-Papillon tra Trentino e Alto Adige/Südtirol gli animalisti di questa associazione non ci credono (qui l'articolo), nemmeno dopo che anche a Bolzano hanno diramato l'ordine di cattura (qui l'articolo). È il Trentino il bersaglio della loro rabbia, una “Regione (sic!) governata da cacciatori”, in cui “il centro di recupero di Casteller è gestito da cacciatori, ma nessuno lo dice, soprattutto la stampa locale”.
“Vergogna nazionale”, il Trentino merita dunque il boicottaggio, dei suoi prodotti, delle sue aziende, dei luoghi di vacanza. La vicenda dell'orso M49 pare non spegnersi mai, non facendo chiudere occhio né ai politici della Giunta né agli animalisti. Ma l'unico che pare dormire sogni tranquilli è lui, l'orso M49, scorrazzante allegro e spensierato sui passi che dividono le province di Trento e Bolzano.













