La frana incombe sempre sul paesino bellunese: ''C'è anche l'ipotesi di spostare l'abitato da un'altra parte''
I 17 abitanti del paesino sono stati evacuati domenica scorsa, qualcuno è in albergo, mentre altri hanno trovato sistemazioni da parenti e amici. Nel corso della settimana gli sfollati sono riusciti a rientrare in casa per pochi minuti per recuperare alcuni effetti personali

ALPAGO. "La frana continua a muoversi, anche oggi detriti e massi si sono staccati per arrivare in strada. Il monitoraggio è costante ma ancora non sappiamo l'evoluzione della situazione", queste le parole di Umberto Soccal, sindaco di Alpago, sulla colata che incombe sopra l'abitato di Schiucaz nel bellunese.
I 17 abitanti del paesino sono stati evacuati domenica scorsa, qualcuno è in albergo, mentre altri hanno trovato sistemazioni da parenti e amici. Nel corso della settimana gli sfollati sono riusciti a rientrare in casa per pochi minuti per recuperare alcuni effetti personali.
Ma la frana incombe ancora e il presidio è attivo ventiquattro ore su ventiquattro. "L'emergenza è ancora lunga. I tecnici e i geologi - spiega il sindaco - sono costantemente sul posto, ma è difficile valutare il comportamento e il movimento della frana. Oggi piove, ma fortunatamente non ha accelerato la colata".
Qualche masso è arrivato in strada e molto dipende dalla tenuta del muro di contenimento realizzato negli anni scorsi. "La frana si muove poi su quella dell'ottobre scorso. Attualmente è molto complicato fare ipotesi - aggiunge il primo cittadino di Alpago - resta fondamentale uscire dall'emergenza".
Intanto tutte le ipotesi sono sul tavolo, compresa quella più tragica: "Se la frana dovesse portare via Schiucaz - conclude Soccal - l'abitato risorgerà, ma in un altro luogo. Comunque è ancora presto per ogni decisione".













