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La frana che incombe sul paesino bellunese si avvicina alle case, l'allerta ancora alta

I fari illuminano la zona nelle ore buie, mentre sono state installate nuove telecamere per avere una migliore visibilità della frana, soprattutto nel corso della notte. Il sindaco: "Non si può ancora prevedere il comportamento della colata"

Di Luca Andreazza - 22 maggio 2019 - 20:22

ALPAGO. "La frana continua a scivolare", queste le parole di Umberto Soccal, sindaco di Alpago, sulla situazione del paesino di Schiucaz nel bellunese, che aggiunge: "Il movimento è leggermente calato, ma tutto resta imprevedibile e pericoloso. Il monitoraggio continua, quello diurno affidato a polizia locale e carabinieri in congedo e quello notturno alla questura".

 

I fari illuminano la zona nelle ore buie, mentre sono state installate nuove telecamere per avere una migliore visibilità della frana, soprattutto nel corso della notte. "Non si può ancora prevedere il comportamento della frana - dice il primo cittadino - in questo momento abbiamo distacchi di massi, ma non si può escludere che possa scendere improvvisamente nella quasi interezza. Siamo ancora in fase emergenziale".

 

Anche il consiglio nazionale dei geologi commenta le cause della frana che da domenica 12 maggio incombe a monte della strada statale del Lamosano. "E' risultata determinante - spiega il geologo veneto Paolo Spagna - l’eccessiva quantità di acqua filtrata nelle marne argillose e nelle calcareniti tipiche di queste formazioni litologiche. Questo ha rimesso in moto quei 6 mila metri cubi di fango e detriti che già erano stati oggetto di attenzione in occasione del maltempo nello scorso ottobre".

 

Frana che ha portato all’evacuazione di tutti i 17 abitanti di Schiucaz. "La prevenzione - prosegue Spagna - va attuata anticipando la previsione dei fenomeni di dissesto idrogeologico". Il consigliere nazionale sottolinea il merito dell'assessore regionale, Gianpaolo Bottacin, di aver attivato immediatamente il sistema di Protezione civile Regionale per le azioni di primo soccorso.

 

"Per gestire al meglio il territorio - conclude Spagna - è però necessario anticipare i contenuti del decreto legge depositato in parlamento che, tra le altre cose, prevede la costituzione di Servizi geologici regionali o il loro ripristino qualora fossero stati chiusi. Un altro aspetto è quello di prevedere il presidio territoriale anche con l’istituzione del geologo di zona per un controllo puntuale del territorio. Così facendo si ridurrebbero i costi del ripristino edilizio dei fabbricati danneggiati dai fenomeni di dissesto, ma, cosa più importante, si potrebbero attivare tutte quelle iniziative volte a salvaguardare le vite umane".

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