Continue evacuazioni e un collasso inevitabile. Da oltre 20 anni la "Busa del Cristo" minaccia il crollo. Il sindaco: "Il fronte si sta muovendo"
Da oltre 20 anni la "Busa del Cristo" è una "spada di Damocle" che pende sul paese di Perarolo di Cadore. Nella giornata di martedì, la Protezione civile ha diramato lo stato d'allerta e si è proceduto all'evacuazione di 3 famiglie. Il sindaco Pier Luigi Svaluto Ferro: "Il fronte si sta muovendo. Stiamo cercando di capire quanto materiale scenderà"

PERAROLO DI CADORE. “Lo stato d'allerta c'è, i movimenti ci sono e si accentuano”. Continua a preoccupare la situazione della “Busa del Cristo”. La soglia d'attenzione sulla frana che minaccia l'abitato di Perarolo di Cadore è alta e il sindaco Pier Luigi Svaluto Ferro non nasconde la preoccupazione. Lo stato d'allerta diramato dalla Protezione civile regionale ha portato all'evacuazione di diverse famiglie, su cui direttamente incombe la caduta della frana.
Nella giornata di martedì, lo stato d'allarme per il rischio idrogeologico aveva spinto anche il sindaco di Belluno Jacopo Massaro a firmare un'ordinanza contingibile e urgente per non accedere o avvicinarsi al Parco fluviale del Lambioi, all'alveo del fiume Piave e ai sentieri in prossimità, di non sostare sui ponti, nelle depressione e nelle aree a rischio allagamento, e di non effettuare lungo l'argine del Piave. Il primo cittadino bellunese, in particolare, temeva delle possibili ondate d'acqua.
Il documento della prefettura bellunese, nondimeno, aveva preso in contropiede l'assessore alla Protezione civile della Regione Veneto Gianpaolo Bottacin. “Non si ravvisa, alla luce delle portate in atto del torrente Boite – ha scritto in una nota inviata a Belluno – un immediato rischio idraulico per la aree lungo il fiume Piave a valle del Comune di Perarolo di Cadore”. Per questo, il sindaco bellunese ha dovuto ritirare lo stato d'allerta.
Diversa la questione della “Busa del Cristo”, vera e propria “spada di Damocle” che pende sulla testa del paese da tempo ormai immemore. “I primi collassi avvengono nel 2000 – spiega il sindaco di Perarolo Svaluto Ferro – da 21 anni quindi, la frana è monitorata, con i movimenti che si sono però accentuati negli ultimi 2-3. La Regione Veneto e l'Università di Padova hanno già pianificato degli interventi in tempi brevi. La frana è anomala ed è sempre sul punto di collassare, ma non collassa mai”.
“Il fronte si sta muovendo – continua – stiamo capendo quanto materiale stia scendendo. Per questo abbiamo dovuto precauzionalmente evacuare 3 famiglie, per un totale di 6 persone, monitorando l'elemento critico della frana. Anche questa mattina, infatti, stava nevicando. L'assessore regionale Bottacin ha attivato tutti i soggetti con potere decisorio ma è impossibile dire quanto durerà. Rispetto al passato l'evoluzione è di certo cambiata, accelerando”.
Non è la prima volta, d'altronde, che le famiglie che abitano nelle case di fronte alla frana vengono evacuate. “Abbiamo trovato una sistemazione in paese per sopperire ai forti disagi – ha concluso – negli ultimi anni sono già usciti 6/7 volte, con un grande stress psicologico. Indipendentemente dalle case evacuate, però, la frana va presa con le dovute attenzioni perché le problematiche si possono ripercuotere sull'intero paese e sui paesi a valle”.














