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Legionella, la ministra Grillo chiede controlli dei Nas nelle strutture termali di Trento e Bolzano

Il ministro ha accolto l'istanza presentata dal Codacons disponendo l’invio dei Nas nelle strutture ricettive e termali della province di Trento e Bolzano. La vicenda tra origine dai casi di legionella che hanno colpito 18 turisti, tre dei quali morti

Di gf - 04 marzo 2019 - 13:36

TRENTO. La verifica del rispetto da parte delle strutture turistico – ricettive e termali presenti a Trento e Bolzano delle 'linee guida per la prevenzione e in controllo della legionellosi'. A chiederlo è stata la ministra della Salute, Giulia Grillo, attraverso una nota inviata agli assessorati alla sanità delle due province autonome e al gruppo dei carabinieri dei Nas.

 

Nella nota il ministro ha accolto la diffida presentata dal Codacons, spiegano i consumatori, disponendo l’invio dei Nas nelle strutture chiedendo di “verificare con ogni consentita sollecitudine” .

 

L'istanza è arrivata dall'associazione dei consumatori a seguito della recente denuncia dei Nas di Trento alla Procura della Repubblica nei confronti di otto albergatori di alcune strutture turistiche trentine, per la mancata predisposizione del piano di valutazione del rischio legionellosi, reso obbligatorio a seguito della conferenza stato-regioni del 7 maggio 2015.

 

A seguito di indagini i carabinieri ad inizio del mese scorso hanno denunciato per omicidio colposo 8 titolari di strutture ricettive dell'Altopiano della Paganella. (QUI L'ARTICOLO)

 

La vicenda è iniziata nell'estate nel 2018 quando 19 turisti si sono ammalati di legionella e 3 sono morti. Le indagini si sono svolte in collaborazione con l'Azienda provinciale per i Servizi sanitari. I turisti coinvolti, provenienti da varie regioni avevano soggiornato per circa due settimane in diverse strutture dell’Altopiano della Paganella.

 

Gli accertamenti hanno messo in luce una grave sottovalutazione del rischio legionellosi da parte di quasi tutte le strutture interessate facendo emergere una serie di anomalie, tra cui la mancanza di un’adeguata manutenzione degli impianti termo-sanitari e la non corretta gestione delle temperature nella rete di distribuzione interna e serbatoi di accumulo dell’acqua calda sanitaria, di molto inferiore a quanto raccomandato dalle relative Linee guida. I prelievi eseguiti nel corso dell’estate del 2018 hanno, di conseguenza, evidenziato la contaminazione della rete idrica dal batterio della legionella in quasi tutte le strutture coinvolte, in alcuni casi in misura particolarmente elevata.

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