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| 05 mar 2019 | 19:48

Nanga Parbat, droni in azione fino a 6 mila metri ma nessuna traccia di Daniele e Tom, domani le ricerche proseguono

Una giornata intesa ma i risultati sono, purtroppo, negativi: la squadra guidata da Alex Txikon ha raggiunto il plateau di seracchi sopra campo 2, a 300 metri in linea d’aria da campo 3. I soccorritori sono ricorsi anche ai droni, con i quali hanno provato in tutti i modi a esplorare ogni possibilità sul terreno alla ricerca della presenza di Daniele e Tom

Nanga Parbat, droni in azione fino a 6 mila metri ma nessuna traccia di Daniele e Tom, domani le ricerche proseguono

TRENTO. Nessuna traccia di Daniele e Tom, mentre le ricerche sul Nanga Parbat non si fermano e un'ulteriore ricognizione è prevista per domani, mercoledì 6 marzo. 

 

Una giornata intesa ma i risultati sono, purtroppo, negativi: la squadra guidata da Alex Txikon ha raggiunto il plateau di seracchi sopra campo 2, a 300 metri in linea d’aria da campo 3. I soccorritori sono ricorsi anche ai droni, con i quali hanno provato in tutti i modi a esplorare ogni possibilità sul terreno alla ricerca della presenza di Daniele e Tom.

 

Un drone si è spinto fino a 6.500 metri di quota, mentre un altro è stato perso durante la perlustrazione. Ma non è stato visto nulla, nemmeno campo 3. La temperatura molto bassa sulla parete Diamir e il rischio elevato di caduta di valanghe non hanno consentito al gruppo di raggiungere a piedi il campo 3. Per gli stessi motivi i soccorritori hanno deciso di non proseguire nelle ricerche e di rientrare al campo base.

 

Le relazioni dettagliate di Txikon alla famiglia e al gruppo di ricerca hanno consentito di valutare un’ulteriore ricognizione nella giornata di domani con obiettivo principale l’esplorazione della zona della via Kinshofer, la via di salita e discesa maggiormente percorsa e normalmente attrezzata con corde che rimangono infisse in parete, che potrebbe essere stata scelta dai Nardi e Ballard per la discesa.

 

La speranza rimane accesa e ci si affida alla generosità di Alex e del gruppo di amici in azione sul Nanga Parbat.

 

E' il secondo giorno di intense ricerche in Pakistan, ieri Alex Txikon, Ignacio De Zuloaga, Felix Criado, Josep Sanchis e Rahmat Ullah Baig hanno allestito un campo operativo tra C1 e C2, a 4.850 metri, ma hanno effettuato anche una perlustrazione dell’area sulla parete Diamir.

 

Con l’elicottero è stata esplorata la via Kinshofer nell’ipotesi che i due alpinisti, raggiunto il plateau sommitale, siano scesi da questo itinerario attrezzato sempre da corde fisse che rimangono da spedizione in spedizione.

 

Si è quindi passati al bastione dello Sperone Mummery, dove Tom e Daniele avevano collocato campo 4, a circa 6.000 metri, per poi scendere verso campo 3, 5.700 metri, e a seguire verso campo 2, 5.200 metri, fino ad atterrare al campo operativo dove è stato sbarcato il team spagnolo di Txikon e Rahmat.

 

Dopo aver iniziato ad organizzare il campo, Alex Txikon e Felix Criado hanno avviato una ricognizione via terra lungo il ghiacciaio, in direzione di campo 2, che hanno raggiunto trovandolo sepolto da una valanga. Lì hanno recuperato alcuni effetti personali che i due alpinisti avevano lasciato. Txikon e Criado hanno poi proseguito verso campo 3 per qualche centinaio di metri, ma l’ora avanzata, la situazione della neve e il pericolo valanghe - incrementato dalla mancanza di vento e dall’esposizione del sole dei pendii – li ha fatti prendere la decisione di tornare indietro. Dopo un paio d’ore hanno raggiunto il loro campo.

 

Durante questa ricognizione hanno iniziato ad utilizzare i droni per esplorare la zona circostante, ma non sono state individuate tracce di Daniele e Tom. Sono state fatte anche osservazioni visive con il potente telescopio di Alex Txikon, soprattutto nella parte alta dello Sperone, per individuare un segno della tenda di campo 4, senza alcun esito.

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