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| 25 dic 2019 | 17:06

Natale di sole e sci, fioccano anche gli incidenti. Quasi 50 interventi sulle piste in due giorni, il più grave in Cermis

Non sono mancati gli incidenti in pista e tra martedì 24 e mercoledì 25 dicembre si sono registrati una cinquantina di interventi di soccorso. Fortunatamente in tutti i casi gli infortuni sono di lieve entità, anche se l'incidente più grave è avvenuto sul Cermis

Natale di sole e sci, fioccano anche gli incidenti
di Redazione

TRENTO. Natale di bel tempo e tanta affluenza anche nelle varie stazioni sciistiche del Trentino. Non sono mancati gli incidenti in pista e tra martedì 24 e mercoledì 25 dicembre si sono registrati una cinquantina di interventi di soccorso.

 

Fortunatamente in tutti i casi gli infortuni sono di lieve entità, anche se l'incidente più grave è avvenuto sul Cermis.

 

L'allarme è scattata intorno alle 13.30 per soccorrere un 68enne. Da Trento si è levato in volo anche l'elicottero per trasportare il ferito all'ospedale Santa Chiara di Trento.

 

L'anno dei record per quanto gli riguarda gli incidenti sugli sci è quello del 2018, quando si sono registrati addirittura sei decessi sulla piste. Poi tra distorsioni, contusioni, lussazioni, botte varie e fratture, in testa c'era l'ospedale di Cavalese a quota 2.434 accessi al pronto soccorso, quindi Trento fermo a 1.388 e Cles a 1.137. A seguire e ben distanziati Tione (724), Rovereto (631), Borgo (87) e Arco a quota 1.

 

Tra gli sciatori il 25% degli infortuni riguarda l’articolazione del ginocchio, seguito da quelle alle spalle (20%), quindi arti inferiori, piedi e testa (15 %). La maggior parte dei trattamenti sono, fortunatamente, catalogati come codice verde. E se statisticamente i "pazienti" sono in larghissima maggioranza extra provinciali, la maggioranza degli infortuni riguarda le fasce di età tra i 45-54 anni al 20% e quindi dai 0 ai 13 anni al 18%. 'Solo' 17% per 14-24 anni che chiude il podio, tallonato da 35-44 al 16%. 

 

Un conteggio che ovviamente non tiene in considerazione quegli infortunati che non si recano in pronto soccorso, si tengono la botta, senza dire nulla a nessuno. Tra i ricoveri, solo in un caso su quattro l'infortunato, dopo essere stato soccorso e medicato, viene mandato a casa.

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