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Rivolta a Spini, nasce una task force per migliorare le condizioni di vita in carcere

Ieri la prima riunione allargata del comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica. Il tavolo di lavoro si incontrerà ogni quattro mesi. Il prefetto Lombardi: ''Obiettivo è migliorare l'assistenza sanitaria, psicologica, l'area educativa, trattamentale e lavorativa nella casa circondariale''

Pubblicato il - 15 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. Carcere: nasce, su proposta del commissario del Governo di Trento prefetto Sandro Lombardi un tavolo tecnico permanente che si riunirà ogni quattro mesi per valutare la situazione e lo stato dei lavori sulla casa circondariale di Trento. L'obiettivo? Evitare che si ripeta ciò che è accaduto lo scorso 22 dicembre (qui l'articolo) e migliorare la qualità di vita di chi è detenuto a Spini.

 

L'iniziativa è pensata, appunto, in relazione ai disordini avvenuti nella casa circondariale lo scorso 22 dicembre. "Il giorno della rivolta nel carcere di Trento - spiega il prefetto Sandro Lombardi - avevo dichiarato che avrei convocato un comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica allargato per affrontare la questione insieme a tutti gli enti, le istituzioni e tutti gli attori che a qualsiasi titolo sono interessati alla soluzione delle problematiche segnalate dai detenuti".

 

Detto, fatto: la riunione allargata del comitato si è tenuta lunedì mattina. Davvero tanti i rappresentanti delle istituzioni, degli enti e degli attori sociali invitati che ora lavoreranno in maniera permanente per poi fare periodicamente il punto assieme. "La mia proposta - spiega il prefetto - è stata accolta da tutti i partecipanti: è quella di costituire un tavolo tecnico permanente che si terrà ogni quattro mesi in modo tale che si possa monitorare step by step la situazione e portare al tavolo le conoscenze e le competenze (comprese le buone prassi) di tutti gli uffici interessati". La volontà, aggiunge poi, è quella di "affrontare la questione in modo sinergico": "Già da ora tutti inizieranno a lavorare, poi si condividerà quanto fatto. Tramite la conoscenza personale si è rafforzato l'impegno e il feeling operativo". 

 

Una sorta di task force in cui le parole chiave saranno condivisione di know how e buone pratiche di comunicazione. "Quella di lunedì mattina è stata la prima tappa di un percorso che tutti dobbiamo costruire per evitare che si ripetano in futuro situazioni come quella dello scorso 22 dicembre" chiarisce Lombardi. "Abbiamo creato una rete che ci poterà a interagire per affrontare i problemi e condividere le soluzioni" prosegue.

 

Nel corso del meeting sono state individuate le priorità di intervento: "Abbiamo deciso che si faccia di tutto per migliorare l'assistenza sanitaria, quella psicologica, l'area educativa e le attività trattamentali, per aumentare le possibilità di lavoro in carcere e fuori" dice il prefetto. Un obiettivo generale è poi quello di "potenziare al massimo l'ascolto dei detenuti", racconta.

 

"Ciò che è successo nella casa circondariale - afferma inoltre il commissario del governo Sandro Lombardi - ha avuto risonanze al di fuori del carcere. Perciò è per certi aspetti rilevante per l'ordine e la sicurezza pubblici. In questo senso relazionerò al Ministero dell'Interno. La comunicazione arriverà poi ovviamente anche a quello di Grazia e Giustizia".

 

Al primo incontro del tavolo allargato che si è tenuto ieri nella sede del Commissariato del Governo in corso Tre Novembre, hanno preso parte, oltre ai vertici delle locali forze dell'ordine (tra cui il questore di Trento Giuseppe Garramone, il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Luca Volpi e il comandante provinciale della guardia di finanza colonnello Roberto Ribaudo), il presidente della Provincia Maurizio Fugatti, l'assessora alle Attività sociali Mariachiara Franzoia in rappresentanza del sindaco Andreatta, il sostituto del procuratore generale Giuseppe De Benedetto e il procuratore Sandro Raimondi, la presidente del tribunale di sorveglianza Lorenza Omarchi e i magistrati di sorveglianza Arnaldo Rubichi e Antonino Mazzi.

 

Ancora, erano presenti: i rappresentanti dell'amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia, il provveditore dell'amministrazione penitenziaria per il Triveneto, il direttore dell'Ufficio sicurezza e traduzioni del provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria per il Triveneto, il direttore dell'Ufficio locale di esecuzione penale esterna (Uepe), il comandante del corpo di polizia penitenziaria a Spini, la garante dei diritti dei detenuti Antonia Menghini, la direttrice della casa circondariale Francesca Gioieni, il presidente dell'Ordine degli avvocati Andrea de Bertolini, il presidente della Camera Penale Filippo Fedrizzi e il cappellano del carcere don Mauro Angeli.

A loro va un ringraziamento particolare del prefetto che affida i suoi auspici di successo per questa rafforzata collaborazione a una citazione: "Quando un uomo sogna da solo il suo rimane solo un sogno, ma quando un uomo sogna assieme ad altri uomini il suo sogno già sta diventando realtà".

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