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''Servono un medico di notte e uno psichiatra tutti i giorni'', l'appello della Camera Penale per il carcere. L'Apss: ''Troppi detenuti rispetto agli standard''

Viaggio nelle carceri di Trento. Fedrizzi: ''Il primo problema è quello relativo alla grave sofferenza psichica delle persone. Dal questionario emerge che viene garantita una presenza psichiatrica all'interno della casa circondariale solo per sei ore alla settimana"

Pubblicato il - 14 gennaio 2019 - 05:01

TRENTO. È alta l'attenzione della società sul carcere dopo i disordini che si sono verificati lo scorso 22 dicembre. Si lavora per cercare di migliorare le condizioni di chi è nella casa circondariale di Spini di Gardolo. Di queste ore è la notizia di un sopralluogo condotto nella struttura da una delegazione di dirigenti dell'Azienda sanitaria. Che evidenzia, tra l'altro, difficoltà nel garantire l'assistenza sanitaria "a un numero di detenuti molto elevato rispetto agli standard previsti".

 

La visita risale a giovedì: è avvenuta, fanno sapere dall'Azienda sanitaria, "in seguito a specifici incontri con Claudio Ramponi, referente per la sanità penitenziaria e Chiara Mazzetti, responsabile per la medicina penitenziaria".

 

Il direttore generale dell'Azienda sanitaria Paolo Bordon, il direttore sanitario Claudio Dario, il direttore del Servizio ospedaliero provinciale Giovanni M. Guarrera e il direttore del Servizio governance dei processi di assistenza e di riabilitazione Annamaria Guarnier si sono incontrati con gli infermieri che garantiscono l'assistenza sanitaria in carcere per ascoltare le loro opinioni in merito al lavoro svolto e all'attuale servizio offerto, nonché le loro proposte di miglioramento. 

 

In questo incontro, fanno sapere sempre dall'Azienda sanitaria, "la direzione aziendale ha constatato la coesione di un gruppo di persone molto compatto e stabile anche nella condivisione di valori importanti e ha manifestato la propria gratitudine per l'opera che continuano a prestare". Dal colloquio è emersa anche "la difficoltà degli operatori a garantire, in alcune occasioni, l'assistenza sanitaria ad un numero di detenuti molto elevato rispetto agli standard previsti".

 

In seguito alla visita la direzione dell'Azienda sanitaria "formalizzerà al Presidente della Provincia e all'assessora alla Salute una relazione sull'attività attualmente garantita in carcere e su eventuali nuove proposte di modello organizzativo", ricorda una nota di Via Degasperi.

 

Quello della salute nella casa circondariale è un tema su cui si concentra anche la Camera Penale. Due sono le visite effettuate dalla Camera penale e dall'Osservatorio carcere nel 2016 e nel 2017. Durante una di queste ai detenuti è stato somministrato un questionario di 54 domande volto proprio a sondare la qualità di vita e le principali problematiche.

 

A questo fa riferimento il presidente Filippo Fedrizzi: "Dal punto di vista medico non abbiamo riscontrato grosse lamentele - afferma - tranne che per alcuni elementi. Il primo è quello relativo alla grave sofferenza psichica delle persone. Dal questionario emerge che viene garantita una presenza psichiatrica all'interno della casa circondariale solo per sei ore alla settimana".

 

"Ma in carcere - prosegue il presidente della Camera Penale - ci sono 340 persone, di cui 80 soggetti con problemi di dipendenza da droga o alcol. Ci sono molte situazioni di gravissima sofferenza psichica. Quando parlo di disagio psichico altissimo in carcere non mi riferisco solo alle psicopatologie. Ci sono ad esempio persone che vengono lasciate via lettera dalla propria moglie o dal proprio marito; stranieri che sentono da un conoscente di un incidente o un ricovero in ospedale che ha interessato un loro parente e che devono aspettare mesi per potersi mettere in contatto con i propri familiari (le telefonate al Paese d'origine devono essere autorizzate)".

 

"Non è pensabile che queste persone debbano aspettare di vedere lo psicologo o uno psichiatra per un mese" dice Fedrizzi. Se va bene: "Parliamo di sei ore a settimana? Moltiplicato per 50 fanno 300 ore all'anno: con 340 detenuti significa che l'esperto riesce a vedere nemmeno tutte le persone per una sola ora all'anno". L'avvocato presidente della Camera Penale si dice quindi favorevole alla proposta, già avanzata in passato, di creare "un centro diurno in carcere", con la presenza di uno psicologo o di uno psichiatra tutti i giorni. Una soluzione che potrebbe essere attuata e gestita a livello provinciale, sottolinea, a differenza delle visite e delle azioni del magistrato di sorveglianza e degli educatori.

 

Il secondo problema riscontrato come risultato del questionario promosso dalla Camera Penale sarebbe quello dell'assistenza sanitaria notturna: "Manca un medico di notte, quindi bisogna chiamare un'ambulanza o la guardia medica. Si rischia che passi un'ora per avere i soccorsi, ma con 340 persone un malore può capitare", conclude Fedrizzi" che sottolinea anche "da ultimo" la segnalazione di "qualche problemino con le cure odontoiatriche che di recente non sarebbero garantite ai livelli precedenti".

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