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Rurale di Lavis, Mezzocorona, Val di Cembra: rinnovato il consiglio, vincono i "pro-fusione"

I cinque posti disponibili (su otto) vanno a Chiara De Vescovi, Sara Giovanella, Diego Paolazzi, Diego Filippozzi e Massimo Folgheraiter. Villotti: ''Intesa con Trento, nessun obbligo. Decideranno i soci''

Pubblicato il - 04 maggio 2019 - 10:45

MEZZOCORONA. PalaRotari gremito e la fusione con Trento al centro dell'attenzione. Si può riassumere così l'assemblea dei soci della Cassa rurale di Lavis, Mezzocorona e Valle di Cembra di venerdì sera. Un appuntamento che ha visto il rinnovo del consiglio con l'ingresso di diversi nuovi componenti "pro-fusione".

 

Che la partita del rinnovo del Cda si sarebbe giocata sulla possibilità di una fusione con la Cassa rurale di Trento e la creazione di una delle più grandi Casse rurali del Gruppo Cassa centrale banca-Credito cooperativo italiano (con 400 collaboratori e oltre 5 miliardi di euro di masse amministrate) si era intuito (qui e qui articoli). E infatti, il giorno dopo la nomina dei nuovi membri del board, si fa la conta tra i "pro-fusione" e i contrari al passaggio che ha già visto la firma di un protocollo d'intesa tra Giorgio Fracalossi ed Ermanno Villotti.

 

Passaggio su cui è intervenuto, sollecitato dai soci presenti, lo stesso presidente Villotti  che ha invitato i presenti a un clima sereno ("Non schieriamoci") e precisato che "la sottoscrizione del protocollo di fusione non implica nessun obbligo, ma impegna le due parti su alcuni aspetti ben definiti": "Il consiglio non può deliberare la fusione. La materia è dei soci perché, una eventuale fusione, deve essere approvata dall'assemblea dei soci".

 

I posti disponibili in consiglio erano cinque su otto. Sono andati a Chiara De Vescovi (per l'area territoriale di Mezzocorona, 612 voti), Sara Giovanella (548), Diego Filippozzi (422), Massimo Folgheraiter (411) e Diego Paolazzi (467), quest'ultimo unico membro che prima dell'assemblea si era schierato contro la fusione.

 

Assieme a lui si erano candidati per le cinque poltrone in consiglio, sottoscrivendo una lettera d'intenti inviata a 10.000 indirizzi in cui parlavano della fusione come di un "passaggio affrettato, da valutare meglio", Luca Zanon (per Mezzocorona), Mariagrazia Odorizzi Marco Facchinelli. Quest'ultimo ha conquistato 404 voti e Zanon 350, un risultato in entrambi i casi non sufficiente a entrare nel Cda. Per Odorizzi invece è stata indicata un'incompatibilità che l'ha esclusa dai giochi all'ultimo minuto (una decisione da alcuni definita come un' "operazione del tutto discutibile").

 

Quello rinnovato sarebbe dunque sulla carta un consiglio "pro-fusione" almeno per cinque membri su otto. Contro il passaggio potrebbero infatti porsi, secondo i ben informati, uno o due membri oltre al già citato Paolazzi.

 

"Il credito cooperativo oggi - ha affermato il presidente Villotti dopo la presentazione del bilancio 2018 - ha di fronte sfide di mercato e sfide interne, sfide competitive e sfide cooperative, sfide che necessitano di strutture operative organizzate, risorse economiche adeguate, solidità patrimoniale e sistemi di governo che devono confrontarsi con un mercato bancario che sperimenterà pressione concorrenziale crescente, rivoluzioni tecnologiche continue, riduzione dei margini, gestione dell’invasività della regolamentazione. La nascita del Gruppo Bancario Cooperativo guidato da Cassa Centrale Banca, garantisce, quindi, i requisiti necessari per affrontare le sfide del futuro, permettendo alle Casse Rurali e alle Banche di Credito Cooperativo aderenti di continuare a essere interpreti dello sviluppo delle loro comunità, che le persone siano sempre al centro dell’attenzione dell’attività della Cassa Rurale e che i valori fondanti del credito cooperativo rimangano sempre gli stessi, seppure reinterpretati in chiave moderna".

 

Il documento contabile è stato approvato all'unanimità: l'utile netto è di 2 milioni e 249 mila euro, il patrimonio supera i 63 milioni di euro e la raccolta complessiva ha raggiunto i 967 milioni di euro (727 milioni e mezzo di diretta, 239 milioni e mezzo di indiretta).

 

Nel corso dei lavori un commosso ricordo è stato dedicato a Dario Piffer, vicepresidente della Cassa rurale prematuramente scomparso.

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