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"Fusione con Trento, progetto forzato e non condiviso'': lettera di protesta di oltre 50 soci della Rurale di Lavis, Mezzocorona, Val di Cembra

C'è chi parla addirittura di 100 sottoscrizioni. I firmatari: ''Meglio accorparsi con Mezzolombardo, Giovo e Roveré della Luna''. Lo scritto segue quello dei 4 candidati consiglieri Paolazzi, Zanon, Odorizzi e Facchinelli

Pubblicato il - 27 aprile 2019 - 19:21

TRENTO. In principio erano quattro voci, ora un coro. L'assemblea dei soci del 3 maggio (l'appuntamento è al Pala Rotari) si avvicina e i mormorii contro la fusione della Cassa rurale di Lavis, Mezzocorona e Valle di Cembra con quella di Trento si fanno sempre più forti.

 

Dopo la presa di posizione netta di quattro candidati a sedere in consiglio (qui l'articolo), ora spunta una lettera di alcuni soci scontenti del passaggio previsto dal protocollo d'intesa firmato da Giorgio Fracalossi ed Ermanno Villotti lo scorso 19 aprile.

 

Un percorso di fusione che la cui conclusione è prevista (dopo le autorizzazioni e l'approvazione da parte dei soci) all'inizio del 2020, con la nascita di una delle più grandi Casse rurali del Gruppo Cassa centrale banca-Credito cooperativo italiano (da oltre 5 miliardi di euro di masse amministrate).

 

Un passaggio sul quale i quattro candidati consiglieri per la Cassa rurale di Lavis, Mezzocorona e Valle di Cembra Diego PaolazziLuca Zanon (per l'ex Cassa rurale di Mezzocorona), Mariagrazia Odorizzi Marco Facchinelli hanno detto (con una lettera inviata in 10.000 copie in Rotaliana) di voler essere vigili e cauti, "perché indietro non si torna".

 

Una posizione apprezzata e (in molti casi condivisa) dai firmatari di dell'altra lettera, quella che sta girando questi giorni tra le famiglie della Rotaliana e nella base sociale. Una lettera di cui esistono due versioni, una che si conclude con un riferimento all'assemblea ("Non sappiamo se e come in assemblea si parlerà dell'argomento (della fusione, ndr), certo è che il nuovo consiglio d'amministrazione dovrà affrontarlo ben presto") e un'altra a cui è stato aggiunto in coda un apprezzamento dello scritto inviato alle famiglie dai quattro candidati consigliere e un appello al voto: "Da questo punto di vista i quattro candidati ci danno una garanzia che saranno vigili e attenti. Li ringraziamo per il loro impegno e invitiamo tutti i soci a riservare ad essi il loro voto nella prossima assemblea".

 

A seguire una cinquantina (o forse di più, c'è chi parla addirittura di 100) di firme.

Ma partiamo dall'inizio. "Siamo un gruppo di soci della Cassa rurale di Lavis, Mezzocorona, Valle di Cembra, preoccupati per le notizie apparse via via sulla stampa riguardo la progettata fusione della nostra Cassa con la Cassa rurale di Trento - recita la lettera - Un processo svoltosi in sordina, prima come ipotesi remota, poi smentito, poi riapparso, ora uscito allo scoperto, ma sempre senza un coinvolgimento sia pur minimo dei soci. Basti dire che quest'anno non si sono tenute nemmeno le riunioni di zona in preparazione all'assemblea generale. Insomma ci sembra che siamo di fronte a una forzatura".

 

"Per contro - prosegue lo scritto sottoscritto da una cinquantina di soci - in questi giorni abbiamo ricevuto una lettera da parte di quattro candidati consiglieri per la prossima assemblea generale. In questa lettera viene confermato che il progetto sta avanzando, sia pure senza convinzione unanime. I quattro candidati si dichiarano contrari o quanto meno critici sulla fusione. Vogliamo dire che anche noi siamo in questo momento decisamente critici nei confronti di questa fusione, avendone appena fatta una, rilevando la necessità di approfondimento ed essendo orientati piuttosto in futuro ad una fusione a nord con Mezzolombardo, Giovo e Roveré della Luna".

 

Quindi la conclusione sopraccitata: "Non sappiamo se e come in assemblea si parlerà dell'argomento, certo è che il nuovo consiglio d'amministrazione dovrà affrontarlo ben presto".

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