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Fusione tra Cassa rurale di Lavis-Mezzocorona-valle di Cembra e quella di Trento, nonostante le polemiche via libera alla super banca

Incassato il "Sì" della base sociale dell’istituto di credito cooperativo con sede a Lavis, l’attenzione si sposta ora sull’assemblea straordinaria della Cassa rurale di Trento in calendario mercoledì 27 novembre alle 20 al Palazzetto dello sport del capoluogo. Qui i soci saranno chiamati a votare il progetto di fusione con la Cassa rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra

Pubblicato il - 23 novembre 2019 - 15:39

MEZZOCORONA. C'è il via libera alla fusione tra la Cassa rurale Lavis-Mezzocorona-valle di Cembra e quella di Trento. Sono stati 1.265 i voti favorevoli, 512 quelli contrari e cinque gli astenuti nel corso dell'assemblea straordinaria ospitata al PalaRotari. Una seduta tesa e quasi un terzo contrario.

 

Incassato il "Sì" della base sociale dell’istituto di credito cooperativo con sede a Lavis, l’attenzione si sposta ora sull’assemblea straordinaria della Cassa rurale di Trento in calendario mercoledì 27 novembre alle 20 al Palazzetto dello sport del capoluogo. Qui i soci saranno chiamati a votare il progetto di fusione con la Cassa rurale Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra.

 

"Una banca cooperativa più robusta può svolgere meglio la sua funzione - ha spiegato il presidente Ermano Villotti –. Una banca più robusta ma animata dagli stessi principi e dalla stessa attenzione al territorio. Una banca cooperativa in grado di garantire prodotti e servizi ottimali".

 

Un progetto di fusione con visione prospettica – ha aggiunto il direttore Paolo Pojer –. Una Cassa rurale con un indice di solidità del 19,48%, decisamente superiore al parametro minimo richiesto del 10,25%. Una Cassa rurale con le radici nel territorio e la testa nella modernità".

 

Nonostante le prese di posizione contrarie al progetto di fusione di un gruppo di soci (Qui articolo), ma anche quella di Simone Santuari, presidente della comunità valle di Cembra a rappresentare anche le preoccupazioni di molti sindaci (Qui articolo), si è registrata una per procedere oltre, portare avanti questa ipotesi di accorpamento. Ora si attende anche l'ok della Cassa rurale di Trento. 

 

"Il sistema delle Casse Rurali è un sistema forte, sano e competitivo – ha detto Mario Sartori, amministratore delegato del Gruppo Bancario Cassa Centrale Banca – Credito Cooperativo Italiano –. Le Casse rurali danno risposte alle imprese e alle famiglie. Abbiamo la possibilità di guardare avanti, di guardare al futuro. Per questo abbiamo creato un Gruppo Bancario con baricentro a Trento. Il destino si può decidere quando si è forti. E per fare questo servono Casse Rurali sane e forti".

 

I numeri. La nuova Cassa Rurale conta 3 miliardi di euro di attivo, 1 miliardo 700 milioni di euro di impieghi. Raccolta diretta di 2 miliardi 357 milioni di euro, raccolta indiretta 1 miliardo 210 milioni di euro. Quarantasei filiali, 384 collaboratrici e collaboratori a servizio di soci e clienti nella sede e nella rete di sportelli. Oltre 25 mila i soci.

 

La Cassa rurale con 233 miliardi di euro di patrimonio. Una conferma ulteriore arriva dalla valutazione espressa dal Gruppo Cassa Centrale Banca che colloca entrambi gli istituti di credito cooperativo nella prima “fascia di merito”. Il criterio di valutazione tiene conto dei principali parametri che ne valutano la solidità. Inoltre, la nuova banca, è la più grande Cassa Rurale del Trentino e la seconda del Gruppo Bancario Cassa Centrale Banca che, complessivamente, conta 84 istituti di credito cooperativo.

 

La fusione dovrebbe scattare a partire dal prossimo 1 gennaio 2020. La nuova Cassa rurale dovrebbe poter disporre di oltre 5 miliardi di euro di risorse amministrate, ma il progetto prevede una cinquantina di esuberi a fronte degli attuali 389 dipendenti attuali: tutti dovrebbero uscire gradualmente verso la pensione con il sostegno del Fondo occupazione trentino.


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