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| 17 feb 2022 | 14:39

Fusione tra Cassa di Trento e Alta Vallagarina e Lizzana: con 29 mila soci e una raccolta di 5 miliardi sarà per dimensioni la seconda banca in Cassa Centrale

Le assemblee dei soci svolte con le figure dei rappresentanti designati hanno approvato a larghissima maggioranza il progetto di fusione tra la Cassa di Trento e la Cassa Alta Vallagarina e Lizzana: "Una grande opportunità: porterà ulteriori risorse per affrontare nuovi investimenti, che andranno tutti a servizio delle esigenze di soci e clientela"

di Redazione

TRENTO. Semaforo verde alla fusione tra la Cassa di Trento e quella dell’Alta Vallagarina e Lizzana. Un via libera arrivato a larghissima maggioranza per una nuova banca da oltre 6,6 miliardi di mezzi amministrati, 376 collaboratori, 48 filiali, 110 mila clienti e oltre 29 mila soci. Sarà la seconda per dimensione nel gruppo nazionale di Cassa Centrale Banca con una raccolta complessiva di oltre 4,70 miliardi e 1,9 miliardi di prestiti.

 

Le assemblee straordinarie dei soci che, causa pandemia Covid, si sono espresse tramite le figure del rappresentante designato (la notaia Nicoletta Anderloni a Trento e Rita Fochesato alla sede sociale di Volano): globalmente 6.763 soci hanno espresso il loro voto (per la precisione 5.670 per Cassa di Trento e 1.093 per Cassa Alta Vallagarina e Lizzana) con una quota di favorevoli di 89,66% per Trento e di 78,50% per Alta Vallagarina e Lizzana. Segretario verbalizzante nell’assemblea di Volano la notaia Silvia Mutschlechner e il notaio Alfredo Dondi per il capoluogo.

 

Il nuovo istituto si chiamerà Cassa di Trento, Lavis, Mezzocorona, Valle di Cembra e Alta Vallagarina, in forma abbreviata "Cassa di Trento". La necessità di adeguare il modello organizzativo ai rilevanti cambiamenti economici, normativi e sociali, avvenuti nell’ultimo decennio, è la motivazione che ha determinato l’aggregazione. Si è, infatti, evoluta la tecnologia digitale, è stata riformata la normativa bancaria, nuovi competitori si sono presentati sul mercato, gravi sono state le crisi finanziarie ed economiche affrontate, a cui si è aggiunta anche la pandemia.

 

"E' necessario precorrere i tempi ma se i modelli organizzativi evolvono, i valori di riferimento rimangono gli stessi", spiega il presidente di Cassa di Trento Giorgio Fracalossi, mentre Adriano Orsi, presidente di Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana, aggiunge: "La fusione di due banche sane è una grande opportunità. Porterà ulteriori risorse per affrontare nuovi investimenti, che andranno tutti a servizio delle esigenze di soci e clientela”.

 

L’obiettivo della fusione è quello di costruire una nuova Cassa Rurale ancora più solida, efficiente e competitiva, oltre che di valorizzare la relazione commerciale, la trasparenza e la fiducia. In un vasto territorio caratterizzato da quasi 200 mila residenti, 16.000 imprese e dall’incontro delle due città del Trentino, inserite nel comune territorio agricolo solcato dallo stesso fiume, saranno possibili migliori economie di scala per garantire adeguato sostegno finanziario alle economie locali.

 

"Una banca più grande – aggiunge Fracalossi - potrà continuare a sostenere lo sviluppo del tessuto economico locale, promuovere la crescita, consolidare il legame con il territorio ed intensificare i vantaggi per la base sociale. Con la Capogruppo Cassa Centrale Banca siamo un grande operatore bancario con una presenza capillare in tutta Italia, con banche locali ben radicate nei diversi territori”.

 

I numeri della nuova Cassa Rurale. I dati principali delle due realtà bancarie unite sono stati illustrati dai direttori generali Giorgio Bagozzi (Cassa di Trento) e Michele Goller (Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana).

 

"La nuova Cassa – afferma Bagozzi - si posizionerà in ‘Classe 1’, la migliore, nella classifica di valutazione dei rischi. La nuova banca avrà oltre 6,6 miliardi di mezzi amministrati, 376 collaboratori, 48 filiali, 110.000 clienti e oltre 29mila soci. Sarà la seconda per dimensione nel gruppo nazionale di Cassa Centrale Banca". Il risultato dell'aggregazione è di oltre 4,70 miliardi e 1,9 miliardi di prestiti.

 

 

“La banca - continua Goller - sarà particolarmente solida avendo un patrimonio di 288 milioni e un Total capital ratio pari al 21,7% (la soglia minima prevista dalla Bce è dell’10,50%)". A partire dalla data della fusione e per un periodo transitorio il Consiglio di amministrazione sarà composto da 13 consiglieri, incluso il presidente, di cui 3 saranno riservati al territorio dell’attuale Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana. Analogo processo per il collegio sindacale che sarà allargato a 5 componenti di cui 2 espressione Cassa Rurale Alta Vallagarina e Lizzana.

 

La disciplina transitoria sulla composizione del Cda consentirà di raggiungere il numero di 8 amministratori più il presidente nell’Assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’’esercizio del 2025. La nuova Cassa di Trento sarà legalmente costituita con il 1 aprile, mentre la fusione “tecnica” dei due istituti è prevista per l’11 aprile. "L’impatto operativo per la clientela dell’Alta Vallagarina e Lizzana (cassa incorporata) sarà contenuto e la struttura sta già lavorando per ridurre al minimo eventuali problematiche tecniche e procedurali. Alla clientela saranno inviate comunicazioni informative specifiche nelle prossime settimane".

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