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Sbaglia a digitare una lettera del cognome: famiglia trentina costretta a pagare 2.850 euro per un biglietto aereo nuovo

Il Centro di ricerca e tutela dei consumatori ha diramato un comunicato in cui si mette in guardia su una pratica scorretta da parte di alcune compagnie aeree. L'errore nella digitazione dei dati mentre si compra un biglietto aereo può costare caro. A testimoniarlo sono due famiglie trentine, che per piccole distrazioni hanno dovuto sborsare centinaia di euro

Di Davide Leveghi - 09 settembre 2019 - 13:47

TRENTO. Una lettera confusa, una consonante o una vocale sbagliate, un errore di distrazione. Comprare un biglietto aereo richiede una certa attenzione, se non si vuole rischiare di perdere centinaia di euro. È il Centro di ricerca e tutela dei consumatori di Trento a comunicarlo, sulla base di due spiacevoli inconvenienti del genere accaduti questa estate a due famiglie trentine.

 

La digitazione scorretta del proprio cognome da parte di una famiglia trentina di cinque componenti, per un biglietto con destinazione i Caraibi, è costata loro 2850 euro, non proprio uno scherzetto, visto che l'errore, per la compagnia aerea interessata, obbliga a ricomprare da 0 i tagliandi. E se in questo caso l'errata digitazione è consistita in una “i” al posto di una “e”, è stata l'eccessiva premura di un fidanzato, in un secondo caso, ad aver portato un uomo trentino a perdere più di 400 euro per aver sbagliato a scrivere il cognome di lei. Un conto alquanto salato, a fronte di un'originaria prenotazione di due biglietti per Pantelleria da 183,56 euro.

 

I casi, dicono dal Crtcu, non sono i primi, ma la “fattispecie di errori in cui si può cadere”. “E' uno dei principali problemi emersi durante l'estate – racconta il dottor Francesco Marcazzan, consulente del Servizio Pronto Turista – di cui i consumatori vanno messi a conoscenza. Per un certo aspetto le compagnie aeree impongono misure legittime o che sono loro consentite, ma v'è stata comunque una pronuncia da parte dell'autorità garante per limitare alcune pratiche scorrette”.

 

In fondo, continua Marcazzan, “applicare una penale e un adeguamento tariffario solo per modificare o correggere un errore di distrazione su una prenotazione confermata e pagata, costituisce un modo ingiusto per arricchirsi”. A rafforzare questa tesi, c'è pure stato un pronunciamento dell'Antitrust (AGCM PS11076 Blue Panorama Airlines).

 

I casi sono diversi, a seconda della compagnia aerea. C'è chi tollera l'errore di qualche lettera, fino ad un massimo di tre, chi invece costringe gli utenti a ricomprarsi il biglietto. “I consumatori – chiosa Marcazzan - a causa di queste penali sono costretti in alcuni casi a rinunciare al loro viaggio o ad acquistare un nuovo biglietto per via dei costi troppo alti di modifica, che dovrebbe invece sempre essere gratuita o perlomeno avere un costo modico e ragionevole!”.

 

Se non volete piangere il mancato viaggio alla meta dei propri sogni, dunque, occhio allo spelling

 

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