"In biglietteria hanno sbagliato data e il controllore mi ha costretto a comprare un altro biglietto. Scelgo il treno per l'ambiente ma a sentirsi derubati passa la voglia"
Il racconto di Pietro Lacasella: "In biglietteria mi hanno venduto un biglietto con data errata, senza che me ne accorgessi. L'ho obliterato e sono salito sul treno, dove il controllore mi ha detto che non era valido. Il risultato? Ho dovuto comprare un altro biglietto, altrimenti mi avrebbero fatto la multa. Mi sposto su rotaia per questioni ambientali ma, di questo passo, la voglia di viaggiare in treno sfuma: sentirsi derubati corrode anche la più robusta delle motivazioni"

TRENTO. "Questo post riflette il semplice, ma profondo desiderio di sfogarmi per un episodio che, a mio parere, supera abbondantemente i confini della razionalità e del buon senso. Ciò lo rende ancora più grave, considerato che riguarda un'azienda pubblica: Trenitalia". A parlare è il nostro Pietro Lacasella, curatore del quotidiano online L'Altramontagna, che sui social ha deciso di raccontare una spiacevole esperienza vissuta nella giornata di ieri, 5 maggio, mentre rientrava a Vicenza (da Trento) con il treno.
"Sostanzialmente le cose sono andate così - si legge nel post apparso su Instagram -. Come da consuetudine, dopo lavoro sono andato in stazione e ho acquistato un biglietto Trento-Vicenza. Sono salito e, cosa non scontata, ho trovato un posto per sedermi. Dopo pochi minuti è arrivato il controllore".
Lacasella ha subito mostrato il biglietto "con la serenità di chi sa di aver fatto le cose per bene", ma dopo qualche istante si è sentito dire che non era valido. "'Ma come? L'ho appena fatto in biglietteria: ho chiesto il primo treno per Vicenza' - ha spiegato, sentendosi ribattere -. 'È datato 07/05/2025. È valido dopodomani, oggi no. Hai due soluzioni: o lo riacquisti, oppure ti devo sanzionare. In caso puoi provare a contestare la contravvenzione'".
"Per farla breve - aggiunge - c'è da presumere che alla biglietteria di Trento abbiano distrattamente digitato una data sbagliata. Il biglietto era addirittura obliterato, ma non ci sono state ragioni: secondo il controllore la colpa era mia, perché non ho verificato la data. Vi chiedo: solo a me sembra una logica scriteriata? Non ci si può fidare nemmeno di un dipendente pubblico? La colpa è di chi subisce l'errore, non di chi lo commette?".
Un episodio che fa sicuramente riflettere: "È come se al ristorante - fa infatti notare il giornalista - obbligassero un cliente a pagare una pietanza diversa rispetto a quella da lui ordinata: la dinamica è più o meno la stessa. La biglietteria nel frattempo aveva chiuso. Impossibile verificare la mia versione".
"Così, per evitare le trafile burocratiche della contestazione, con infinita incredulità ho dovuto pagare nuovamente un biglietto acquistato appena 15 minuti prima. Una tale mancanza di elasticità da parte di un'azienda pubblica incute un certo timore: non vorrei mai che un giorno questo approccio piantasse sistematicamente le radici in apparati statali capaci di condizionare in modo più incisivo la libertà di chi si muove tra le pieghe della società in modo rispettoso".
"Viene infine da affermare che - conclude - di questo passo, la voglia di viaggiare in treno sfuma: mettendo da parte i disagi provocati da ritardi e/o sovraffollamento, raggiungere Trento in automobile mi consentirebbe di risparmiare qualche spicciolo (all'incirca 5 euro) e, soprattutto, quasi due ore (tra andata e ritorno). Mi sposto su rotaia quasi esclusivamente per questioni ambientali e, di conseguenza, di interesse comunitario. Sentirsi derubati (è questa la percezione) corrode tuttavia anche la più robusta delle motivazioni. Basta, fine della lamentela".
Pietro Lacasella, scrittore e curatore de L'Altramontagna è da sempre attento alle tematiche ambientali e, per quanto possibile, come da lui stesso sottolineato, cerca di spostarsi con mezzi pubblici o in bici. Di recente ha scelto di raggiungere Trento da Jesolo proprio in sella alla sua bicicletta, pedalando per centinaia di chilometri dalla Laguna alle montagne del Trentino seguendo il corso dei fiumi (LO RACCONTAVA QUI).


















