L'Azienda sanitaria di Trento multata dal Garante della Privacy: referti inviati per errore ai medici e non oscurati come richiesto dai pazienti
L'Apss è finita nei guai aver messo a disposizione ai medici di famiglia, per errore, 293 referti di 175 pazienti, tra cui 2 minorenni e alcune donne sottoposte ad interruzione di gravidanza, sebbene questi avessero esercitato il diritto di oscuramento nei confronti di tali documenti

TRENTO. Una multa da 150 mila euro da parte del Garante della Privacy. Ennesimo colpo per l'Azienda sanitaria di Trento che questa volta arriva per una violazione di dati personali.
Nello specifico l'Apss è finita nei guai aver messo a disposizione ai medici di famiglia, per errore, 293 referti di 175 pazienti, tra cui 2 minorenni e alcune donne sottoposte ad interruzione di gravidanza, sebbene questi avessero esercitato il diritto di oscuramento nei confronti di tali documenti.
Il tutto è iniziato quando alla fine dello scorso ottobre una cittadina ha contato per mezzo e-mail l’Ufficio Rapporti con il Pubblico dell'Azienda sanitaria, affermando che il proprio Medico di Medicina Generale era venuto a conoscenza di dati sanitari relativi alla sua interruzione volontaria della gravidanza dichiarando però di aver negato, in sede di accettazione all’atto del ricovero in data 30 maggio 2018, il consenso alla comunicazione di tali dati al proprio medico.
L’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari di Trento, a seguiti delle verifiche, ha successivamente notificato al Garante una violazione di dati personali in relazione alla messa a disposizione ai medici di medicina generale di 293 documenti sanitari (di cui 163 relativi a dati di soggetti a maggior tutela dell’anonimato) riferiti a 175 interessati (di cui 2 minorenni, 24 deceduti e 19 attualmente fuori Provincia), sebbene gli interessati avessero esercitato il diritto di oscuramento nei confronti dei predetti documenti.
La violazione è risultata imputabile esclusivamente ad un errore del software, che non ha associato ai documenti la richiesta di oscuramento, correttamente inserita dagli operatori sanitari nel Sistema informativo ospedaliero. In questo caso la sanzione è stata di 150.000 euro. (La sanzione è stata poi ridotta del 50% perché – in base alla normativa – è stata pagata entro 30 giorni dalla notifica del Garante).
Qui il provvedimento del Garante della Privacy













