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Segnana: ''E' stato il Tschiderer a chiedere la chiusura del servizio'', Stenico: ''L'assessora dice bugie. E' stato un intervento tranchant''

La numero uno alla sanità ha risposto a un'interrogazione del Patt sullo spostamento del servizio cure intermedie per gli anziani dall'Apsp al San Camillo. In questo modo perderanno il lavoro 15 operatori. Ma per la presidente della struttura le cose non tornano e mostra una lettera ufficiale che lo dimostrerebbe

Di Davide Leveghi - 24 ottobre 2019 - 20:27

TRENTO. ''L'assessora Segnana dice bugie sia sulla scelta di cessare il rapporto sia sulle dimissioni di Bottamedi''. Non sono certo giorni tranquilli per la numero uno alla salute Stefania Segnana. Ad aggiungere carne al fuoco alle accuse piovute nelle giornate precedenti, per esempio sul caso punto nascite e non solo, ci ha pensato la presidente dell'Apsp Beato de Tschiderer, struttura per anziani di recente inaugurazione in via Piave, Eleonora Stenico. Sul tavolo c'è la questione dello spostamento dei 20 posti letto per le cure intermedie dalla struttura suddetta all'ospedale San Camillo.

 

Il botta e risposta è immediato. L'assessora Segnana ha infatti replicato ad un'interrogazione del gruppo consigliare del Patt sulla scelta di spostare il servizio, dedicato agli anziani dimessi dall'ospedale ma non ancora pronti a tornare a casa, additando la presidente della struttura come responsabile. “Invito i consiglieri del Patt – avrebbe detto in Consiglio – a domandare direttamente alla presidente Stenico nominata dalla Giunta precedente come mai il suo predecessore aveva aderito a tale progettualità rendendo un servizio importante al capoluogo e ritenendo le tariffe e l'organizzazione coerenti con il bilancio dell'Apsp mentre lei, dopo solo pochi mesi dal suo insediamento, ha ritenuto tali attività insostenibili dal punto di vista economico tanto da domandarne la chiusura e la riconversione in 20 posti letto di Rsa”.

 

Questa versione ha visto la diretta interessata, l'avvocata Eleonora Stenico, presidente della struttura, decisamente contrariata, tanto da aver replicato immediatamente con una smentita alle affermazioni dell'assessora e una mail a dimostrazione di quanto sostiene.

 

 

 

In una lettera inviata a Segnana, al dirigente provinciale Giancarlo Ruscitti e al direttore generale dell'Azienda sanitaria Paolo Bordon, la presidente ha manifestato il suo malessere nei confronti delle affermazioni in Consiglio: “Spiace davvero rilevare, anzitutto, che a fronte della richiesta di questo Consiglio di amministrazione di incontrarLa con cortese urgenza per rinvenire una soluzione congiunta che consentisse di proseguire 'a regime' il Servizio oggi sperimentale 'Cure intermedie' presso questa Apsp, si sia invece preferito dare una risposta 'tranchant' comunicandoci che 'il servizio cesserà alla sua naturale scadenza, ossia a decorrere dal 1 novembre p.v.' ”.

 

E ciò, dopo che tutte le parti – ed in primis l'Apss – ne avevano condiviso con enorme soddisfazione l'esito pienamente favorevole, addirittura 'oltre ogni auspicio' è stato detto”.

 

L'abbassamento della tariffa giornaliera da 132 euro a 118, giudicato difficilmente sostenibile dal consiglio d'amministrazione dell'Apsp ma “comunque passibile di discussione” - come dichiarato alla nostra testata dalla stessa Eleonora Stenico –

sarebbe stata la causa, a giudizio della Provincia, della decisione di fermare il servizio. Ipotesi contraddetta dalla presidente, che rimanda l'accusa al mittente affermando come al contrario sia stata la Provincia a decidere per l'interruzione del servizio con decorrenza dall'1 novembre.

 

A rimetterci da questa decisione ci sarebbero anche 15 operatori specializzati assunti dall'Apsp Beato de Tschiderer, che dal primo novembre rischiano di rimanere senza lavoro. “Su di loro la Pat non ha detto nulla - incalza Stenico - v'è poi anche il mancato utilizzo di un intero piano sistemato appositamente per il servizio di cure intermedie – aggiunge – su cui sono stati investiti soldi pubblici e che porterebbe ad un evidente spreco di risorse laddove non venisse riutilizzato”.

 

Su un altro punto, infine, Stenico tiene a smentire la versione dell'assessora Segnana. “Nell'interrogazione l'assessora sostiene che le dimissioni di Bottamedi dal ruolo di direttore della struttura siano state legate alla nostra presunta scelta di cessare il servizio in virtù dell'abbassamento della tariffa. È un'altra bugia, Bottamedi se n'è andato per ragioni che non c'entrano niente. Questo dimostra che Segnana sa poco o nulla”.

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