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Stop all'alcol in strada, maggioranza ko, gli studenti: ''Siamo tornati agli anni '20. Gli universitari vanno bene solo per pagare affitti?''

Critiche dal mondo studentesco dopo l'approvazione della mozione che prevede il divieto di alcol nelle vie adiacenti La Scaletta. Gli studenti: "Serve una soluzione condivisa, vietare non porta a nulla"

Di Giuseppe Fin - 14 febbraio 2019 - 17:54

TRENTO. “E' una situazione bizzarra sembra di essere tornati indietro agli anni '20”, gli studenti universitari stentato quasi a credere che il Consiglio comunale di Trento abbia votato una mozione che impegna il sindaco, entro 10 giorni, a fare un'ordinanza che stabilisca, oltre alla chiusura anticipata del bar La Scaletta anche il divieto di consumo di sostanze alcoliche nelle immediate vicinanze e quindi in piazza del Conservatorio, via Dietro le Mura B, Vicolo Santa Maria Maddalena, via Ferruccio, via Marchetti “e dove è necessario”.

 

Purtroppo, invece, è realtà e la mozione presentata dalle minoranze ha ottenuto due risultati, dal un lato il divieto, mentre dall'altro, dal punto di vista politico, la spaccatura della maggioranza che sostiene il sindaco Andreatta con il Patt e il Cantiere che hanno votato assieme al centrodestra.

 

A far rimanere esterrefatti è il fatto che la decisione sia arrivata dopo che il 10 gennaio scorso proprio in Comune era partito un tavolo tra amministrazione, rappresentanza studentesca e attività economiche per trovare delle soluzioni condivise e questo tavolo era stato anche lanciato dall'assessore Roberto Stanchina che arriva proprio dal Patt, tra i due partiti della maggioranza che mercoledì sera ha votato a favore del divieto. Ad onor del vero la scelta delle Stelle Alpine di votare a favore è arrivata probabilmente anche grazie all'ok concesso dai proponenti della mozione di inserire un emendamento che prevede l'installazione di telecamere sul territorio, come richiesto da tempo dal capogruppo Alberto Pattini. Il risultato finale però non cambia.

 

“E' assurdo – ha spiegato Luca Bocchio, coordinatore di UniTIN – che si pensi di mettere un divieto per trovare la soluzione. Qualche giorno fa siamo stati contattati per un secondo appuntamento del tavolo tra la rappresentanza studentesca, il comune e le attività economiche previsto per il 20 febbraio. Era stato avviato un dialogo per trovare una soluzione condivisa e nessuno ci aveva mai parlato di questa mozione”.

 

Nei mesi scorsi le proteste arrivate dai residenti avevano portato il sindaco Alessandro Andreatta ad emettere un'ordinanza per far chiudere il bar Scaletta, in vicolo Santa Maria Maddalena, alle 22.30. Troppo poco per il centrodestra che ha immediatamente elaborato la mozione poi votata ieri sera. “Il problema – tornano a ripetere gli studenti – non si risolve in questo modo. Nessuno prende le difese di chi si comporta male ma serve anche comprendere i bisogni che hanno gli studenti di ritrovarsi alla sera. Non si può pensare che gli universitari arrivino solo i bonifici degli affitti”.

 

Sulle situazioni di “degrado” che più volte sono state portate sul tavolo del sindaco, Luca Bocchio spiega che la soluzione è solo una: “Servono locali con spazi più grandi ma purtroppo – spiega - i locali a Trento non sono così. Pensare di proibire l'alcol in un determinato posto ha come effetto quello di spostarlo in altre zone”.

 

L'esortazione è quella di attendere di emettere l'ordinanza. “Chiediamo al sindaco – ha spiegato il coordinatore di UniTIN – di attendere i 10 giorni per emettere l'ordinanza e di prendere parte all'incontro che abbiamo il 20 febbraio. Facciamo un appello alla serietà istituzionale”.

 

Stesse note critiche anche dall'Unione degli Universitari. “Credo che l'approvazione di questa mozione – spiega la coordinatrice Sofia Giunta - sia l'ennesimo girare il coltello nella piaga. Servono soluzioni diverse. La Scaletta è un luogo dove gli studenti si incontrano e non si può impedire questo. La comunità studentesca ha bisogno di un luogo dove trovarsi. Cercare di eliminare questo bisogno con una mozione di sicuro non risolve nulla”.

 

A condividere l'ordinanza è invece il M5S con il consigliere Andrea Maschio che spiega come il diritto al divertimento non possa scontrarsi con il diritto al riposo dei residenti “che pagano le tasse e l'Imis per vivere a casa propria”. Giudizio positivo, quindi, da Maschio per “l'ordinanza urgente per porre fine ai comportamenti maleducati e degradanti di alcuni avventori. E soprattutto bene che si sia accettato di creare un regolamento per concordare con tutte le parti una serie di regole di buona educazione e "civile" convivenza”.

 

“E' solo imparando a rispettare gli altri – spiega il consigliere del Movimento 5 Stelle - che si riesce a migliorare la tolleranza e si trovano le vie per una buona convivenza. Noi, come si può percepire anche dalla proposta che si discuterà a breve sulla 'Movida itinerante' siamo disponibili al confronto ed a studiare modelli e soluzioni diverse. Tuttavia non deroghiamo dalla necessità di comportarsi educatamente come normalmente si fa a casa propria”.

 

A parlare di una mozione “di buon senso” è invece il consigliere di Forza Italia Cristian Zanetti. “C'è la necessità che il sindaco – ha affermato – prenda in maniera ferma e corretta una decisione per ripristinare un equilibrio che riesca a non far morire il centro storico da un lato e dall'altro evitare di far vivere in mezzo alle barbarie i residenti”.

 

Dal canto suo il Patt è riuscito a inserire all'interno della mozione la richiesta di nuove telecamere in centro storico. Un intervento chiesto già da tempo dal capogruppo Alberto Pattini anche come deterrente contro i frequenti vandalismi. “Nei locali si potrà bere quanto si vuole – ha spiegato Pattini – ma si consuma nei bar, ristoranti e nei plateatici e non per terra fino alle 3- 4 di notte, abbandonando rifiuti corporali e non. Sarà solo vietato portarsi nelle piazze borse con bottiglie come viene fatto ora per ubriacarsi senza limiti”.

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