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| 04 mag 2019 | 12:14

Torna a maggio ''Liberi/e di essere'': ''Non vogliamo mica la luna, solo rispetto della dignità di tutti''

L'edizione 2019 è dedicata ai 50 anni dei moti di Stonewall e ai 25 dalla nascita di Arcigay del Trentino. Gli organizzatori: ''Preoccupati per alcune decisioni della giunta provinciale''

Torna a maggio Liberi/e di essere'': Non vogliamo mica la luna, solo rispetto della dignità di tutti''
Dettaglio del manifesto
di Redazione

TRENTO. "Non vogliamo mica la luna": torna dal 10 al 19 maggio la rassegna di eventi a tema LGBTI+ organizzata da Arcigay del Trentino, Agedo Trentino e Rete ELGBTQI del Trentino Alto Adige. L’edizione 2019 celebra i 50 anni dai moti di Stonewall e i 25 dalla fondazione di Arcigay del Trentino.

 

Come sempre il programma è vasto: sono previsti incontri culturali, spettacoli, una mostra. A finire grande festa conclusiva della rassegna.

Il titolo dell'appuntamento ("Non vogliamo mica la luna") e l'immagine del manifesto (che sarà diffuso con oltre 500 affissioni sul territorio provinciale) rimandano dunque a un anniversario, quello del 20 luglio 1969, quando il primo essere umano mise piede sulla Luna.

 

Ma l'anniversario è doppio (o forse triplo), visto che un mese prima dell'allunaggio, 50 anni fa, avvennero i moti di Stonewall. Venticinque anni dopo, il 19 gennaio 1994 un gruppo di attivisti e attiviste costituì a Villa Lagarina l’associazione destinata a diventare punto di riferimento nella nostra provincia per la comunità lesbica, gay, bisessuale, trans, intersessuale e queer in Trentino.

 

"Quello che chiediamo - dicono gli organizzatori - non è nulla di utopico o extra-ordinario. Quello per cui lottiamo è ancora e sempre il pieno rispetto per le nostre esistenze e per la dignità indissolubilmente legata a ognuna di esse".

 

Ancora: "È frustrante dover tornare a ribadire che le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans non sono alieni scesi sulla Terra da un pianeta lontano. Ma è necessario farlo, nel momento in cui personalità politiche e istituzionali strumentalizzano le nostre vite per creare cittadini di serie A e di serie B. L'edizione 2019 di "Liberi e libere di essere" raccoglie il testimone del Dolomiti Pride per portare avanti i tre pilastri del nostro percorso: la visibilità, con appuntamenti volti a mettere a confronto le esperienze di generazioni differenti; l'intersezionalità, con un programma che valorizza il legame naturale tra rivendicazioni diverse; l'autodeterminazione, con momenti che ribadiscono il diritto di ognuno e ognuna a scegliere il significato da dare alla propria esistenza e al proprio desiderio di famiglia".

 

"Questo festival - concludono gli organizzatori - non intende però solo celebrare la storia del movimento LGBTI+ trentino, italiano e internazionale, ma vuole anche esprimere preoccupazione per alcune delle ultime decisioni della giunta provinciale. Riteniamo infatti che la nostra provincia rischi di fare passi indietro rispetto alla coesione sociale e rispetto a quello che la hanno reso nell'immaginario di molti e di molte una terra sicura".

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