Apertura domenicale, i sindacati delusi dalla scelta della Giunta. “Proroghiamo la chiusura dei supermercati nei festivi fino al 30 novembre”
Le sigle sindacali non condividono la scelta della Giunta di tenere aperti i supermercati la domenica, come stabilito anche a livello nazionale. "I consumatori si abituano. Le vite dei lavoratori dovrebbero essere maggiormente rispettate. Fugatti faccia una scelta di coraggio"

TRENTO. Dopo un lungo periodo di incertezza, alla fine domenica 21 giugno sarà la prima con i supermercati aperti. A deciderlo è stata la Giunta, ma sulla scelta i sindacati, anche in questo caso, hanno dimostrato d'avere una visione opposta. “Ci saremmo aspettati maggiore coerenza – hanno commentato Paola Bassetti di Filcams Cgil, Lamberto Avanzo di Fisascat Cisl e Walter Largher di Uiltucs – invece i buoni propositi non sono stati seguiti dai fatti”.
A deludere le aspettative delle sigle sindacali, dopo che la Giunta si era mostrata titubante rispetto alla riapertura domenicale (“La gente si è abituata a fare la spesa durante la settimana”, aveva commentato il presidente Maurizio Fugatti), è stata dunque la scarsa “coerenza” mostrata dall'amministrazione provinciale e dal governatore, colpevoli a loro giudizio di non aver messo mano ad un'ordinanza presidenziale, con cui appunto si stabilisce la chiusura domenicale degli alimentari, scaduta proprio questa settimana.
“Abbiamo sperimentato che si può tenere chiuso la domenica – hanno proseguito i sindacalisti – i cittadini si abituano a nuove modalità di consumo, più rispettose anche della vita dei lavoratori. Non capiamo perché la giunta è così timida su questo fronte. Si sfrutti questa circostanza per arrivare ad una proposta coraggiosa da sottoporre al consiglio provinciale”.
Per questo Filcams, Fisascat e Uiltecs chiedono alla Giunta l'immediata apertura di un tavolo di confronto per ragionare sulle aperture festive e domenicali, con la proposta di mantenere il regime di chiusura in questi giorni fino al 30 novembre, con l'eccezione delle zone turistiche, dove invece considerano necessario trovare una soluzione specifica.
“Siamo disposti a ragionare e a confrontarci – continuano – l'esecutivo però deve aprire un confronto e dimostrare di voler incidere sul cambiamento. Intanto al di là delle affermazioni in conferenza stampa registriamo solo un assordante silenzio. Nessuna risposta alle nostre richieste”.
Il timore, inoltre, è che per commessi e cassieri al danno si aggiunga pure la beffa. “Alla fine si torna alle aperture domenicali dei punti vendita – concludono – ma i lavoratori si devono fare carico anche delle estensione degli orari che sono state messe in atto già da diversi marchi della grande distribuzione. Quindi, dopo i sacrifici fatti in questi mesi, le loto condizioni di lavoro peggiorano. Non è giusto. Il presidente Fugatti non abbandoni i lavoratori e dimostri coraggio e determinazione”.


















