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Chiusura negozi e supermercati la domenica, i centri commerciali: ''E' un ritorno al passato e danneggia l'economia locale. Si ritiri la norma e intervenga il governo''

Arriva la presa di posizione del Consiglio nazionale dei centri commerciali che esprime grande preoccupazione per la norma che obbliga alla chiusura dei negozi le domeniche e durante le festività approvata dalla Provincia. Gli introiti domenicali e durante le festività rappresentano circa il 10-15% del fatturato annuo e arrivano a valere fino al 20-30% per le strutture di maggiore dimensione

Di L.A. - 09 luglio 2020 - 19:32

MILANO. Un ritorno al passato e una norma che frena la ripresa economica sul territorio, già colpito duramente negli ultimi mesi da lockdown per fronteggiare l'emergenza coronavirus. Il Consiglio nazionale dei centri commerciali chiede il ritiro della norma della Provincia di Trento che obbliga negozi e supermercati alla chiusura la domenica e festivi. Non solo, l'associazione invita il governo a intervenire nell'ambito delle proprie competenze.

 

Quella delle chiusure domenicali sembra un mossa davvero in controtendenza in questo momento di crisi, dove servirebbe un rilancio in termini economici e occupazionali, una manovra che spaventa le grandi catene di distribuzione e quei piccoli negozianti che nei centri commerciali dipendono anche dalla presenza dei supermercati. Un provvedimento che seleziona e divide i territori in base a un indice di "alta intensità turistica" (Qui articolo), che esclude Trento, Rovereto e Pergine (Qui articolo). 

 

Arriva così la presa di posizione del Consiglio nazionale dei centri commerciali che esprime grande preoccupazione per la norma che obbliga alla chiusura dei negozi le domeniche e durante le festività approvata il 3 luglio scorso dalla Provincia di Trento.

 

L’associazione ritiene questa decisione un "ritorno al passato" ampiamente superato nelle economie più moderne e che non va nella direzione di tutelare innanzitutto gli interessi di cittadini, in quanto andrebbero garantite tutte le possibili condizioni di flessibilità per incentivare i consumi. Si tratta di un provvedimento che frenerà la ripresa economica sul territorio, già colpito duramente negli ultimi mesi dall’emergenza sanitaria.

 

Mediamente, infatti, gli introiti domenicali e durante le festività rappresentano circa il 10-15% del fatturato annuo per i negozi e arrivano a valere fino al 20-30% per le strutture di maggiore dimensione e i centri commerciali.

 

Da questi dati il Cncc evidenzia, come condiviso dalle altre associazioni di categoria del commercio, che si tratta di un’iniziativa lesiva per l’economia locale, oltre che in contrasto con la legislazione nazionale che già da anni ha dichiarato illegittime le norme che differenziano le giornate di apertura dell’attività commerciali su base territoriale per il principio che tutti i cittadini hanno diritto agli stessi livelli di servizio, indipendentemente dalla regione di residenza. Nei fatti la competenza è nazionale.

 

L’Associazione chiede con urgenza il ritiro della norma e invita il governo a intervenire nell’ambito delle proprie competenze per cancellare il provvedimento.

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