Contenuto sponsorizzato

Esposto alla presidenza del Consiglio dal mondo del commercio sui supermercati chiusi nei festivi. "Grave danno economico e disservizio per i consumatori"

Confcommercio del Trentino, Confesercenti del Trentino, Ancc-Coop, Ancd-Conad e Federdistribuzione hanno inviato un esposto alla presidenza del Consiglio contro le legge provinciale che obbliga gran parte dei supermercati trentini a tener chiuso la domenica e i giorni festivi. "Tra Covid e chiusure rischiamo perdita dei consumi di 150 milioni di euro e oltre 2000 posti di lavoro"

 

Pubblicato il - 21 luglio 2020 - 11:00

TRENTO. Prosegue la polemica attorno alla scelta della Provincia di Trento di mantenere chiusi i supermercati nelle domeniche e nei giorni festivi. Confcommercio Imprese per l'Italia-Trentino, Confeserenti del Trentino, Federdistribuzione, Ancc-Coop e Ancd-Conad, per questo, hanno deciso di presentare un esposto alla Presidenza del Consiglio denunciando quello che considerano “un grave danno economico per le imprese, un disservizio per i consumatori e un forte freno alla ripresa per il territorio”.

 

Al centro del contendere, come detto, c'è una legge provinciale – la n.4 del 2020 – difesa a spada tratta dal presidente della Provincia di Trento Maurizio Fugatti e dall'assessore competente Roberto Failoni, sulla quale aleggia comunque la probabile bocciatura della Corte costituzionale – non è questione che competa alla Provincia, infatti, bensì allo Stato. Diversi sono infatti i precedenti. Tale legge prevede che gli esercizi commerciali in questione debbano rimanere chiusi in gran parte delle città e dei paesi trentini (su tutti Trento e Rovereto), ad eccezione che nelle località considerate ad alta densità turistica. 

 

Una legge che rischia seriamente di danneggiare l'indotto, spingendo i clienti a rivolgersi altrove ma soprattutto colpendo economicamente il settore. Secondo le suddette sigle, infatti, “tra effetto Covid-19 e le chiusure domenicali e festive da ora a fine anno si perderanno 150 milioni di consumi e saranno a rischio oltre 2000 posti di lavoro”.

 

Di seguito pubblichiamo pertanto il comunicato di Confcommercio del Trentino, Confesercenti del Trentino Federdistribuzione, Anc-Coop e Ancd-Conad, maggiori associazioni rappresentative del commercio in provincia, con cui si annuncia l'invio di un esposto contro la Pat alla presidenza del Consiglio:

 

21 luglio 2020 – "La legge provinciale che prevede la chiusura dei punti vendita nelle domeniche e nei giorni festivi rappresenta un grave danno economico per le imprese, un disservizio per i consumatori e un forte freno alla ripresa per il territorio” dichiarano unite Confcommercio Imprese per l’Italia - Trentino, Confesercenti del Trentino, Federdistribuzione, Ancc-Coop, Ancd-Conad, le associazioni del commercio maggiormente rappresentative della Provincia.

 

Per questa ragione le medesime associazioni presentano un esposto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, affinché quest’ultima promuova la questione della legittimità costituzionale della norma dinanzi alla Corte Costituzionale. La materia relativa agli orari di apertura dei negozi è infatti attinente alla promozione e tutela della concorrenza, e in quanto tale di pertinenza statale.

 

E’ inconcepibile come una simile iniziativa sia presa in un momento di così grave difficoltà per l’economia del territorio e per il commercio.

 

Siamo di fronte a un quadro estremamente allarmante per quanto riguarda i consumi, con cali prevedibili nel 2020 per i prodotti non alimentari del 35%. Se a questo aggiungiamo l’effetto delle chiusure domenicali e festive nei soli 6 mesi finali del 2020 possiamo stimare una riduzione dei consumi pari a 150 milioni, oltre a rischi occupazionali per oltre 2000 persone e centinaia di negozi che potrebbero cessare l’attività.

 

Per tornare alla normalità i consumatori hanno bisogno di certezze e di opportunità. L’attuale clima di preoccupazione sul futuro sta limitando gli acquisti ai prodotti essenziali, procrastinando quelli rinviabili e accumulando risparmi. Chiudere la domenica e i giorni festivi la gran parte dei 5.400 punti vendita (sono esclusi quelli localizzati nei comuni turistici) che operano nella Provincia Autonoma di Trento significa togliere gli stimoli e le opportunità di cui invece ci sarebbe bisogno. Comporterà inoltre uno spostamento di persone dalla provincia di Trento in altre province nelle quali le restrizioni sulle aperture dei negozi non sono in vigore, e rappresenterà un ulteriore vantaggio per l’e-commerce, una modalità d’acquisto sempre più rilevante per i consumatori, anche a seguito dell’emergenza Coronavirus.

 

Siamo agli inizi di una stagione estiva che si preannuncia anch’essa critica dal punto di vista della presenza dei turisti stranieri e con molte famiglie italiane costrette a rinunciare alle vacanze a causa della riduzione dei redditi. In questo quadro occorre dare il massimo livello di servizio e di accoglienza. La decisione di chiudere i negozi nelle domeniche e nei giorni festivi si muove dunque in direzione contraria alle reali necessità di un territorio che avrebbe tutte le potenzialità per ripartire e che viene invece frenato da provvedimenti inopportuni.

 

Risulta incomprensibile la suddivisione del Trentino in comuni ad alta intensità turistica, con la penalizzazione di Trento, di Rovereto e di molti altri comuni. E’ stato dichiarato, anche in occasione del dibattito sulla riforma della promozione turistica, che il turista non riconosce confini amministrativi: quindi, coerentemente, tutto il territorio del Trentino andrebbe confermato a valenza turistica. Sotto l'aspetto del metodo, ci corre l'obbligo di chiedere un maggior ascolto da parte degli Amministratori provinciali. Non ci pare produttivo chiudere la porta ad ogni ragionamento rimandando il tutto ad una verifica successiva”.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 20.21 del 25 Settembre
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

28 settembre - 17:29

Numeri che comunque preoccupano, il Trentino peggior territorio d'Italia nell'ultimo report dell'Iss. Nel pomeriggio in Provincia, i rappresentanti della Giunta hanno convocato la task force per un ulteriore aggiornamento sulle strategie diagnostiche e sulla situazione Covid nelle scuole

28 settembre - 16:34

Per quando riguarda la pandemia in Veneto, ad oggi sono 90 scuole con almeno un positivo. Il governatore: '' Situazione sotto controllo ma si sta abbassando l'età dei contagi. Per uscire da questo casino dobbiamo indossare la mascherina''

28 settembre - 11:49

Ieri altri due istituti superiori con positivi e anche un bimbo di un asilo. I contagi nelle ultime 24 ore sono 25 e quasi 1600 le persone che in Alto Adige si trovano in isolamento domiciliare 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato