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Supermercati e centri commerciali ultima domenica di chiusura: “La Giunta sta valutando se intervenire in futuro”

Dal 21 giugno negozi di alimentari e centri commerciali riapriranno anche la domenica. La Giunta indecisa se intervenire con un provvedimento ad hoc per tenerli chiusi o se prevedere aperture differenziate. Fugatti: “La gente si è abituata a fare la spesa durante la settimana”

Di Tiziano Grottolo - 13 giugno 2020 - 18:26

TRENTO. Il tema delle chiusure domenicali di alimentari e centri commerciali tiene banco da alcune settimane, almeno da quando con il progressivo allentamento del lockdown l’opinione pubblica si è divisa fra chi chiede che questi esercizi commerciali rimangano chiusi e chi invece vorrebbe vederli riaprire.

 

Per questa domenica (14 giugno) rimane confermata la chiusura, ma già dalla prossima settimana si tornerà alla normalità con i centri commerciali e negozi di alimentari che potranno riaprire anche i giorni festivi. “Non nascono perché stiamo ragionando sul tema” ha affermato il presidente della Pat Maurizio Fugatti.

 

Allo stesso tempo Fugatti ha sottolineato come rimanga altrettanto valida la questione delle zone turistiche, soprattutto in termini di affollamento, secondo il presidente della Pat tenendo chiuso la domenica in certe aree a vocazione turistica potrebbero crearsi degli assembramenti il sabato e il lunedì. “Il tema c’è e lo vogliamo affrontare” ha ribadito in conferenza stampa.

 

Ma è sempre lo stesso Fugatti ad ammettere: “Soprattutto nelle aree non turistiche non c’è la necessità di andare a far la spesa la domenica, bene o male i trentini si sono abituati a farla durante la settimana, il sabato o lunedì”. Il presidente della Pat ha promesso che nei prossimi giorni la Giunta farà le valutazioni del caso.

 

“Va detta una cosa – ha precisato Fugatti – per come sono le leggi nazionali noi non possiamo prevedere una chiusura dei negozi la domenica”. Infatti lo stop alle aperture domenicali è arrivato dal Governo, una misura adottata considerando l’eccezionalità della situazione.

 

“Serve una legge provinciale che al momento non c’è – ha aggiunto – oppure servirebbe una norma nazionale, a far bene servirebbe una norma di attuazione ma serve del tempo per poterla fare”. Insomma al netto delle valutazioni la Giunta sembrerebbe piuttosto indecisa sul da farsi, con il dubbio se intervenire con un provvedimento ad hoc per confermare le chiusure o se prevedere aperture differenziate.

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