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Fugatti lavora per tenere chiusi i supermercati la domenica. Nidi e asili: ''Mamme non iscriveranno i figli. Noi abbiamo messo a disposizione un servizio''

La motivazione usata dal presidente per i market è che le persone ormai si sarebbero disabituate a fare la spesa la domenica. Ma se il tema è certamente affrontabile (anche i sindacati chiedono le chiusure) richiede analisi e spiegazioni un po' più approfondite perché avrà ricadute in termini economici, occupazionali e di qualità dei servizi. Sulle mascherine per ora resta l'obbligo

Di Luca Pianesi - 04 giugno 2020 - 19:59

TRENTO. Avanti con le chiusure domenicali dei supermercati? Per il presidente Fugatti l'intenzione sembrerebbe questa anche perché, ha spiegato, ''c'è la consapevolezza che su certe realtà cittadine la gente si è abituata a non andare più la domenica a fare la spesa ma a farla il venerdì o il sabato''. Una consapevolezza che, purtroppo, potrebbe fare il pari con la disabitudine delle persone, in questi mesi, ad andare al ristorante o a fare shopping ma che ovviamente non può tradursi in un buon motivo per determinare politiche del lavoro o del commercio.

 

Ci sono sicuramente altre ragioni (sostenute anche dai sindacati) come quella di lasciare a casa tutti i lavoratori un giorno alla settimana a godersi il giorno di festa ma, al contrario, ci sono anche altre motivazioni che spingerebbero a riaprire e il prima possibile (tra queste il dato che la domenica risulta essere uno dei giorni chiave in termini di fatturato per tutti i gruppi, anche in Trentino, genera un indotto anche in attività parallele quali ristoranti, bar, cartolerie e si traduce in un aumento del personale oltre che servire a garantire un servizio in più per tutti quelli che durante la settimana lavorano) come spiegava questa analisi presentata da Confimprese alla Camera dei Deputati due anni fa.

 

 

 

 

 

Il confronto sul tema, comunque, è aperto e Fugatti ha specificato che ''abbiamo diverse sollecitazioni da sindacati in questo senso e stiamo interloquendo con le catene. Nei prossimi giorni convocheremo le categorie interessate e cercheremo di capire quale sarà il percorso. Con la consapevolezza che su certe realtà cittadine la gente si è abituata a non andare la domenica. C'è il tema dei negozi alimentari nelle località turistiche e dei piccoli negozi familiari. L'ordinanza di chiusura per ora c'è fino al 15 giugno, sia per questa domenica che per la prossima ma va detto che per la Giunta c'è l'interesse a continuare con queste misure''.

 

Poi Fugatti ha spiegato che sulle mascherine permane l'obbligo di indossarle anche all'aperto fino al 15 di giugno. ''Anche qui abbiamo una forte sollecitazione dell'opinione pubblica per fare senza all'aperto - ha aggiunto -. Per ora rimane obbligo anche all'esterno poi nei prossimi giorni valuteremo. Al netto di un peggioramento della situazione che al momento non è assolutamente prevedibile andremo verso questa soluzione''. 

 

Poi un confuso passaggio sugli asili nido e sulle materne. ''Quali saranno quelle che riapriranno da lunedì? Non lo sappiamo. Apriranno coloro che ritengono di avere un'organizzazione e delle strutture a posto da lunedì. Da parte nostra noi abbiamo indicato termine di tempo, dall'8 al 18 giugno per aprire. Poi uno aprirà quando ritiene di aprire''. E mentre tutto il mondo delle scuole è rimasto allibito per i modi usati da questa Giunta sia per comunicare le aperture (lo hanno tutti appreso il 26 maggio dalla conferenza stampa di Fugatti) sia per i ritardi nel comunicare le linee guida che fino a ieri (quindi 5 giorni prima della ipotetica apertura) non esistevano Fugatti ha risposto così: ''Il protocollo con le linee di massima è a disposizione di tutti gli enti interessati dal 28 di maggio. Che poi il protocollo vero e proprio sia stato chiuso nella giornata di ieri è vero. Ma chi voleva poteva accedere a quello precedente''.

 

E proprio sulla base di quello precedente (e anche di quello attuale) non è un caso che ci siano intere scuole che invitano le famiglie a pensarci bene a inscrivere i loro figli a queste condizioni (QUI ARTICOLO). ''Noi sappiamo che ci sono mamme che vogliono portare il prima possibile i figli al nido o alle materne e che ci sono mamme che nemmeno li iscriveranno i figli in questa fase. A noi interessa aver messo a disposizione un servizio. Poi chi sono sicuro che non si iscriveranno il 100% dei bambini''. Anche perché ne possono accedere solo 10 per sezione quindi anche volendo i posti non ci sono. 

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