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Ascensore obliquo verso Mesiano, tutto pronto per il via ma la Pat tira il freno: si deve tornare in consiglio comunale

Il Comune di Trento, non avendo avuto alcuna osservazione dai privati, auspicava in un percorso più veloce per l'approvazione di un'opera molto attesa. Le osservazioni della Pat ora portano palazzo Thun ad un nuovo passaggio in consiglio. Salizzoni: "Speravamo in tempi più rapidi", Pattini: "E' un'opera importante non può essere bloccata''

Di G.Fin - 16 febbraio 2020 - 21:49

TRENTO. La realizzazione del cosiddetto “ascensore obliquo verso Mesiano non trova pace. Dopo anni di discussioni, di confronti, di studi e di firme raccolte in supporto del progetto, alla fine dello scorso anno era stato approvato il progetto con una variante al Piano regolatore generale (QUI L'ARTICOLO). Le forze politiche avevano trovato la quadra e l'idea era quella di avere poi davanti una strada in discesa.

 

Così però non è stato. Il progetto dell'ascensore dopo la prima approvazione ha seguito due strade: è stato pubblicato per raccogliere eventuali osservazioni di privati ed è stato anche inviato agli uffici provinciali. Se da un lato, però, il Comune si è trovato davanti a nessuna osservazione da parte dei cittadini, frutto anche di una progettazione partecipata e molto attenta, dall'altro la Provincia ha deciso di frenare gli entusiasmi rispedendo il progetto con delle osservazioni.

 

Una decisione questa pienamente legittima ma che fa naufragare l'intenzione da parte dell'Amministrazione comunale di concludere la questione in maniera veloce. Il progetto con le osservazioni, infatti, dovrà ora tornare in Commissione urbanistica e poi fare un secondo passaggio in Consiglio comunale già ingolfato da grossi temi da trattare nelle ultime settimane di legislatura.

 

Solo mercoledì la Commissione urbanistica del Comune, presieduta da Emanuele Lombardo, potrà verificare e valutare le osservazioni fatte. Secondo le prime informazioni, però, riguarderebbero i collegamenti ciclabili e con l'università.

 

“Quello che è successo – ha spiegato Lombardo – non era auspicabile ma prevedibile. Per una volta che non vi erano da parte dei privati delle osservazioni, si sperava in un percorso più veloce. Non credo, però, che la Provincia abbia posto problemi rilevanti tali da bloccare un progetto che tutti vogliono. Anche in aula è stato valutato positivamente in maniera bipartisan”.

 

Qualche timore potrebbe arrivare, ora, su eventuali ritardi e blocchi collegabili alla campagna elettorale. “Mi verrebbe da riflettere – spiega però il presidente della commissione – se ora qualcuno arrivasse a dire di votare contrariamente per mera campagna. Poi non mi spiegherei per quale ragione tutti i consiglieri di qualsiasi partito presentano interrogazioni lamentando che la città non è collegata bene con il polo universitario e ci sono gli autobus strapieni”.

 

Venerdì la questione sarà trattata in Commissione. “Vedremo quali sono le osservazioni fatte dalla Pat ed esprimeremo il nostro parere. La delega sull'urbanistica è competenza primaria del Comune e non certamente della Pat. Mi auguro che siano aspetti tecnici che vanno solo concordati”.

 

L'unica difficoltà, ha confermato Lombardo è il calendario ridotto dei consigli comunali. “Potrebbe essere usata una procedura d'urgenza ma poi confido nella responsabilità di tutti. Stiamo parlando di un'opera utile per tutti e non è il momento di mettere bandierine anche se per qualcuno è più facile”.

 

Pensavamo di scamparla”, dice anche l'assossore Alberto Salizzoni, “perché senza osservazioni si poteva arrivare ad un accorciamento dei tempi”. L'incontro con gli uffici provinciali è avvenuto pochi giorni fa. “Credo che le osservazioni siano cose che si possono chiarire agevolmente – ha spiegato Salizzoni – e riguardano le connessioni ciclabili e pedonali con l'Università. Ma dobbiamo anche ricordarci che la valenza di questo progetto non è il collegamento solo con il polo universitario ma anche creare un sistema importante per i cicloturisti che dal centro città vanno in Valsugana passando per Ponte Alto”.

 

Sulla questione è intervenuto anche il capogruppo del Patt, Alberto Pattini. “Penso che davanti a questa importante opera per la città – ha spiegato - tutte le forze politiche dovranno trovare una sintesi per non rinunciare alla prospettiva di una mobilità sostenibile innovativa. Stiamo parlando di un progetto utile e che guarda al futuro di Trento. L'auspicio da parte nostra è che non venga bloccato da reazioni frutto di campagna elettorale.

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