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Dai pochi posti letto alla viabilità complicata, è scontro in Consiglio provinciale sul Not. Le opposizioni: ''Chiarezza sul progetto'', Fugatti: ''Attendere l'esito delle vicende giudiziarie''

Il nuovo ospedale di Trento è stato il protagonista della discussione in Consiglio con la comunicazione del presidente della Giunta richiesta dalla minoranza. Bocciate le proposte delle opposizioni di una commissione d'indagine, di rendere pubblici sul sito Pat gli atti progettuali del Not e anche la richiesta di un confronto con il mondo sanitario

Di GF - 09 settembre 2021 - 09:49

TRENTO. Prima di prendere qualsiasi decisione occorre attendere la conclusione delle vicende giudiziarie. Questa la posizione della Pat sulla vicenda del Not spiegata in Consiglio provinciale dal governatore Maurizio Fugatti. La Giunta, ha spiegato, è “erede di un percorso complesso, intricato e non ancora concluso. Il susseguirsi di ricorsi, il continuo rinvio dell’inizio dei lavori hanno costretto a rivalutare le mutate esigenze sanitarie per poter dare alla popolazione il miglior progetto possibile, pur rimanendo all’interno del quadro normativo e per quanto questo lo consenta, posto che in linea di massima il promotore prescelto dovrà accettare le modifiche che l’amministrazione disporrà in sede di approvazione del progetto”.

 

L’impresa Pizzarotti, ha ricordato Fugatti, ha presentato l’ennesimo ricorso, e questa volta innanzi alla Cassazione, contro l'ultima sentenza del Consiglio di Stato. “Questo ulteriore incidente processuale – ha affermato il presidente - è però la prova ulteriore delle difficoltà che la Giunta deve affrontare per dare al Trentino il nuovo ospedale”.

 

Fugatti ha quindi chiarito di “attendere l’esito delle vicende giudiziarie prima di assumere decisioni non reversibili”.

 

Il nuovo ospedale di Trento è stato il protagonista della discussione della mattinata in Consiglio ed ha visto anche numerosi interventi da parte dell'opposizione. Ad intervenire sulla questione è stata la capogruppo del Patt, Paola Demagri che ha sottolineato come il rischio è quello di far arrivare ai trentini un ospedale già vecchio. “Il nuovo ospedale – ha spiegato la consigliera - va visto anche come un elemento della salute della comunità. Anche un luogo di cura delle necessità e del benessere dei dipendenti con spazi sufficienti. Deve diventare una sfera sociale e ambientale. Importante è la dotazione tecnologica, l’aumento di posti letto e quindi un adeguamento necessario va fatto subito”.

 

Il consigliere Paolo Zanella, di Futura, ha puntato il dito sulle incongruenze evidenziate nel report dei tecnici sono importanti. “La ditta vincitrice – spiega - dovrebbe rispondere punto su punto ai rilievi presentati”. Secondo il consigliere sono state “violate le condizioni di par condicio” tra i partecipanti all’appalto perché “un progetto sottodimensionato ha avvantaggiato l’azienda sul piano della valutazione economica”.

E il compito di smontare pezzo per pezzo il progetto sarebbe stato della commissione e non ha senso che venga fatto, come detto dalla Pat, ex post. “I vincoli di una finanza di progetto sono quelli contenuti nel disciplinare di gara e quindi la verifica va fatta a monte. In realtà ci si trova con un ospedale sottodimensionato, con un Ps distante dalla rianimazione, una viabilità complicata, ci sono problemi di sicurezza e indipendenza elettrica in caso di black – out. Insomma, i dubbi sul progetto ci sono. La domanda finale è sapere se il report che è stato diffuso è vero o no”.

 

Ad intervenire anche l'ex presidente della Provincia e oggi consigliere di Azione, Ugo Rossi che ha sottolineato come “Si sta vivendo in un sistema nel quale un’azienda non può neppure fare una telefonata ad un tecnico pubblico. Ogni appalto viene visto in modo sospetto e come possibile occasione di malaffare”. Ma in Italia oltre al clima di costante sospetto, ci sono i ricorsi: “Nel caso del Not – spiega Rossi - il primo quello, definito assurdo, che si è basato sull’incompatibilità nella commissione di chi lo deve utilizzare seguito da quelli basati su mille motivi tecnici. Un contesto negativo, con buchi normativi e nel quale si può tenere aperto un contenzioso dieci anni, che ha portato a non realizzare l’opera. Un sistema che non funziona, dove manca un ente terzo che decide se la commissione ha lavorato bene o male”.

 

Chiarezza e riscontro sul progetto presentato dall'azienda vincitrice è quello che chiede, invece, il consigliere di Onda Civiva, Filippo Degasperi. “Si chiedeva e si chiede – ha affermato - riscontro sul progetto presentato dall’azienda vincitrice che, come ha detto il presidente, andrà comunque avanti. I documenti presentati dai tecnici della Pizzarotti sono obiettivi e non sono fatti di illazioni ma di dati. Almeno una verifica sul progetto vincitore andava quindi fatta”.
 

Per l’esponente di Onda Civica “Ai trentini bisognerebbe spiegare che secondo i documenti dell’impresa vincitrice l’ospedale si dovrebbe costruire a Mezzolombardo. Che il bando non prevede torri evaporative del raffrescamento per motivi igienici, invece nel progetto vincitore ci sono. Evidente il dato della mancanza dei posti letto previsti e dopo 21 anni di discussione sul Not si dice che il progetto che ha vinto andrà rifatto”.

 

A chiedere che vi sia un confronto con il mondo della Sanità trentina è invece l'ex assessore alla Salute e consigliere del Partito Democratico, Luca Zeni.

 

“La richiesta di modifiche progettuali è nell’ordine delle cose – ha spiegato - ma l’importante è che ci sia un confronto con il mondo della sanità. Rimane il fatto però che ci sono differenze progettuali rispetto al bando e quindi va fatta chiarezza. Ci sono incongruità come quello del pronto soccorso distante dalla rianimazione, l’ingresso comune tra cappella mortuaria e il magazzino merci. Insomma, ci sono errori evidenti sui quali la Pat deve dire qualcosa”.

 

Nel corso della seduta consigliere è stata bocciata , con 20 no, 8 sì e 2 astenuti, la risoluzione di Onda Civica che chiedeva l’istituzione di una commissione d’ indagine. Accanto a questo no, con 19 no, 8 sì, due astenuti, anche alla risoluzione dei 5 Stelle che chiedeva di rendere pubblici sul sito Pat degli atti progettuali del Not e di aprire uno spazio pubblico per ricevere contributi e suggerimenti da parte di associazioni. Infine bocciata anche la proposta del Pd che chiedeva un confronto con il Consiglio sanitario, gli ordini professionali della sanità e l’Apss prima di modificare il progetto.

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