Not, i sindacati: ''Anac certifica il passo falso della Provincia. Una storia infinita e il nuovo ospedale un miraggio: Fugatti si assuma le responsabilità''
Nelle scorse settimane piazza Dante aveva provato a trovare una soluzione sulla complicata vicenda che riguarda la costruzione del nuovo ospedale di Trento interessando Anac. Il tanto atteso parere richiesto dalla Provincia si è risolto in un "spetta a voi la decisione". Cgil, Cisl e Uil: "Certificata l'incapacità della Giunta Fugatti di gestire procedure come quelle del project financing"

TRENTO. "Quella del Not rischia di diventare una storia infinita e la realizzazione del nuovo ospedale appare sempre più un miraggio". Questo il commento di Andrea Grosselli (Cgil), Michele Bezzi (Cisl) e Walter Alotti (Uil). "L’ultima tegola arriva dall’Anac: il tanto atteso parere che avrebbe dovuto indicare la direzione da intraprendere, certifica il passo falso della Giunta Fugatti nell'assegnazione alla Guerrato dei lavori per la costruzione del nuovo ospedale sulla base di un progetto tanto raffazzonato da essere bocciato a stretto giro di posta dai tecnici della Conferenza provinciale dei servizi".
Nelle scorse settimane piazza Dante aveva provato a trovare una soluzione sulla complicata vicenda che riguarda la costruzione del nuovo ospedale di Trento interessando Anac. Il tanto atteso parere richiesto dalla Provincia si è risolto in un "spetta a voi la decisione".
"La situazione è complessa, serve prudenza e responsabilità. La Pat ha deciso di chiedere un parere all'Anac sulle modalità con cui procedere", aveva spiegato il presidente Maurizio Fugatti (Qui articolo). In piazza Dante si è cercato di togliersi dalle spalle un po' di peso rispetto alle procedure ma sostanzialmente l'Autorità nazionale anticorruzione, come atteso, ha rispedito al mittente la pratica.
"Padova - la risposta di Anac - si è rivolta subito a noi con ottimi risultati e a un’accelerazione delle procedure; Trento è arrivata a giochi fatti, però in base alla legge il progetto va al secondo classificato". In pratica Anac fa presente che la Provincia di Trento si è rivolta all’Autorità dopo la conclusione della procedura di gara, rendendo quindi inammissibile il precontenzioso. Per questa ragione l'ente guidato da Giuseppe Busia ha archiviato la richiesta, non senza però "per spirito collaborativo", si legge nella nota, aver fatto presente a piazza Dante il percorso da seguire (Qui articolo).
"Insomma - dicono Grosselli, Bezzi e Alotti - un totale autogol perché ora Anac non può fare più nulla. Unica soluzione plausibile, offrire alla seconda azienda in graduatoria il project financing con il nuovo progetto, ma alle stesse condizioni offerte alla Guerrato, con il rischio di una nuova lunga fase di contenzioso che si sarebbe potuta evitare valutando bene i progetti e le offerte prima di assegnare i lavori. In ogni caso la situazione è grave: ai pasticci delle precedenti Giunte si aggiungono gli errori di quella di Fugatti, che deve assumersene le responsabilità. Non si può condannare la sanità trentina ad avere un ospedale, il più grande e importante del territorio, in una situazione di totale inadeguatezza ancora per anni".
La Pat intanto valuta quanto formulato da Anac mentre "la procedura - ha spiegato attraverso una nota - aveva individuato il promotore nella figura della società Guerrato e doveva proseguire con l'approvazione del progetto presentato, approvazione prodromica alla stipula del contratto e quindi al via dei lavori. E' noto che il Rup (Responsabile unico del procedimento) ha avviato il procedimento di decadenza della Guerrato da promotore".
Per i sindacati, a questo punto, la strada è segnata: "L'Anac, di fatto, ha certificato l'incapacità della Giunta Fugatti di gestire procedure come quelle del project financing, strumento complesso che appunto non sembra saper utilizzare e gestire, nonostante la manifesta volontà di utilizzarlo il più possibile, per evitare finanziamenti diretti La Giunta - evidenziano Cgil, Cisl e Uil - deve coinvolgere subito Pizzarotti per capire se ci sono le condizioni per proseguire il progetto. Ma sulla base di un reale interesse pubblico, sarebbe meglio avere il coraggio di annullare tutto. Siamo consapevoli che ripartire non è un’operazione a rischio zero, ma non si può continuare in questo limbo senza risolvere le criticità che ha tutt'oggi un progetto prima validato e poi modificato. La situazione va affrontata senza alcun pregiudizio. Anche per quanto riguarda l’area dove dovrà sorgere il nuovo ospedale".
Insomma, Cgil, Cisl e Uil invitano la Pat a riavvolgere il nastro per costruire con competenza un nuovo bando o un nuovo partenariato pubblico privato all’altezza dei bisogni della sanità, dei cittadini e che preveda, come la recente norma locale degli appalti le clausole sociali, che il project financing in essere non prevede. L’assenza di queste clausole preoccupa molto i sindacati per le ricadute in termini occupazionali per gli addetti ai servizi accessori che saranno eventualmente gestiti in appalto.
“Con la gestione diretta di una partner privato sarebbero immediatamente disapplicate le clausole sociali valide solo per gli appalti pubblici, dunque si potrebbe andare incontro ad un peggioramento delle condizioni di lavoro di quelle persone che oggi operano nelle cucine, per sanificazione e pulizie, negli impianti. Non sarebbe accettabile che il rischio di impresa nella gestione dei servizi e la mala gestione della vicenda Not si scaricasse sulle condizioni lavoro e sulle retribuzioni o sulla qualità dei servizi ospedalieri”, concludono Grosselli, Bezzi e Alotti.













