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La Pat prova a mettere il cappello sull'ascensore per Mesiano ma presenta la funicolare, che costa circa 10 volte di più. Poi la retromarcia

Un provvedimento piuttosto semplice, cioè l'approvazione della variante urbanistica al Piano regolatore generale del Comune di Trento diventa occasione di propaganda, peccato che venga presentato un piano ben diverso. E nel tentativo di cancellare la gaffe la comunicazione è stata eliminata e poi è arrivata una nota sostitutiva

Di Luca Andreazza - 17 luglio 2020 - 20:03

TRENTO. Nella foga di voler mettere il cappello sul progetto di collegamento tra la città di Trento e la collina di Mesiano la Provincia compie un pasticcio. Non solo, un provvedimento piuttosto semplice, cioè l'approvazione della variante urbanistica al Piano regolatore generale del Comune di Trento diventa occasione di propaganda, peccato che venga presentato un piano ben diverso. E nel tentativo di cancellare la gaffe la comunicazione è stata eliminata e poi è arrivata una nota sostitutiva. 

 

C'è il via libera al collegamento tra Trento e Mesiano, semaforo verde per l'ascensore obliquo. La Provincia a trazione leghista lancia però la funicolare. La differenza tra le due proposte è di circa 24 milioni di euro. Ma tant'è, l'approssimazione e la superficialità è tale che ormai non si approfondisce nemmeno quanto viene presentato, soprattutto se nel giro precedente si era ancora un consigliere di maggioranza in quota Upt prima di passare all'ultimo a Progetto trentino. L'intervento, infatti, è del vice presidente e assessore Mario Tonina

 

Insomma, prima la Provincia blocca il progetto per presentare alcune osservazioni e chiedere chiarimenti (Qui articolo), adesso l'iter riprende e, forse nel tentativo maldestro di aver argomenti e frecce all'arco della campagna elettorale per la chiamata alle urne, sbaglia bersaglio. Ma d'altronde l'esecutivo è quello del "Trentino tutto turistico" e "La funivia Trento-Bondone per rilanciare il comparto" (Qui articolo) mentre nei fatti si sforbiciano risorse, si chiudono negozi e supermercati la domenica e istituzionalmente si bolla il capoluogo come non turistico (Qui articolo).

 

Un piano approvato a palazzo Thun dopo anni di discussioni e confronti, studi e firme raccolte in supporto a questo progetto: la scelta finale è ricaduta sull'ascensore obliquo, un investimento da 3 milioni sul bilancio comunale e di provenienza europea. Il consiglio comunale ha approvato per ben due volte il progetto perché di sua competenza, la seconda proprio per recepire le osservazioni della Pat.

 

Il vice presidente Tonina parla della funicolare, una previsione di costo di oltre 27 milioni di euro per un collegamento che dovrebbe portare pedoni e ciclisti dal centro città all'abitato di Povo con una fermata all'altezza della facoltà di ingegneria di Mesiano, poco distante dalla fermata della ferrovia della Valsugana. 

Un'idea di mobilità conosciuto, già approfondito infatti nella precedente legislatura, quella della Giunta Rossi, dall'allora assessore Mauro Gilmozzi che aveva inserito il progetto della funicolare tra le priorità nel piano degli investimenti nel settore dei trasporti. 

 

"Un sistema di mobilità alternativa al traffico veicolare privato con conseguente riduzione dello stesso e beneficio ambientale con limitazione dell'inquinamento acustico, atmosferico e delle emissioni di gas serra in adempimento agli obiettivi previsti dal programma quadro dell'Ue Horizon 2020. Questo l'obiettivo del progetto - si legge nella nota della Pat del 2 novembre 2015 - pianificato e programmato dal 'Piano Urbano della Mobilità (Pum) del Comune di Trento', inserito oggi, su proposta dell'assessore alle infrastrutture e ambiente Mauro Gilmozzi, nel Piano degli investimenti nel settore dei trasporti 2014 – 2018".

Nel frattempo, però, il progetto è stato rimodulato per una soluzione più soft. Ma per la Giunta provinciale siamo ancora alla funicolare: "Un tassello importante al progetto più ampio di pista ciclabile tra la valle dell’Adige e la Valsugana e consentirà un sistema di mobilità alternativa al traffico veicolare, con minore inquinamento acustico e da emissioni di gas, verso la collina".

 

E viene spiegato che in sede di adozione definitiva, il Comune di Trento aveva risposto in maniera positiva alle richieste degli uffici provinciali, rimarcato la valenza ciclo-pedonale del collegamento in questione. Al riguardo l’Unità di missione strategica Mobilità della Provincia aveva rilevato come "il collegamento in questione possa risultare importante ma necessitante di essere accompagnato da provvedimenti gestionali regolatori in rapporto all’auspicata elevata diversione modale dall’auto”. Il servizio provinciale aveva quindi dato parere favorevole alla variante al Prg, chiedendo a sua volta un approfondimento di carattere gestionale, "teso ad assicurare un adeguato servizio urbano e una coerente risposta in rapporto all’auspicata elevata diversione modale dall’auto nelle ore di punta, tra l’altro in presenza di trasporto delle bici in cabina”.

 

Ora la variante al Prg è stata approvata, un semplice via libera che diventa motivo di propaganda con errore. In serata la correzione. Il progetto preliminare di ascensore verticale e di pista ciclabile era stato approvato dalla giunta comunale di Trento il 23 dicembre 2019 e prevede il collegamento diretto tra viale Bolognini e il Dipartimento di ingegneria di Mesiano.

 

Il sistema scelto per superare un dislivello di circa 76 metri è quello dell'ascensore inclinato a cabina unica, su binario senza conducente. La velocità di percorrenza dell'ascensore arriverà a 2 metri al secondo sulle tratte a pendenza costante, di 1,6 metri al secondo nei tratti di raccordo verticale. Si stima che la cabina superi i 160 metri di sviluppo in circa 80 secondi, con un tempo di andata e ritorno compreso nei 5 minuti. La capienza della cabina sarà di 40 persone, per una portata oraria massima di circa 480 persone per le 12 corse orarie stimate. La cabina potrà trasportare anche le biciclette. Per l'accesso alla stazione di monte è previsto un tracciato ciclopedonale. Il costo complessivo dell'opera è di tre milioni di euro.

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