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Belluno, tanti danni da maltempo e ora si pensa a come prevenire disagi futuri. Bortoluzzi: "Servono nuove norme per l'esbosco vicino a strade ed elettrodotti"

Finito il maltempo inizia la fase di post-emergenza. Questa, secondo la Provincia, potrebbe essere l'opportunità per costruire le fondamenta nella prevenzione di ulteriori disagi futuri, soprattutto per quanto riguarda l’isolamento dei paesi più in quota e i blackout elettrici nelle case

Di L.B. - 10 December 2020 - 17:19

BELLUNO. Passata la forte ondata di maltempo che da venerdì 4 dicembre a ieri, mercoledì 9 dicembre hanno investito il territorio bellunese, ora è tempo di contare i danni. Sul tema si è subito espresso il presidente della Provincia di Belluno, Roberto Padrin (qui articolo). 

 

Ora si apre quindi il periodo della conta dei danni e delle riparazioni. La cosiddetta “post-emergenza”, che vedrà impegnata la Provincia nella gestione dei numerosi dissesti provocati dalle piogge torrenziali.

 

Ma anche nel tentativo di costruire le fondamenta per la prevenzione di ulteriori disagi, soprattutto per quanto riguarda l’isolamento delle località in quota e i blackout elettrici.

 

Per questo sarà avviata una progettazione, in sinergia con la Regione, Veneto Strade, Anas, la Protezione Civile e tutti gli altri soggetti portatori di interesse per arrivare a definire un nuovo quadro di misure definite e dettagliate sul taglio delle piante attorno alle strade e alle linee elettriche. La Provincia punta soprattutto a semplificazioni normative nel campo dell’esbosco e del taglio piante attorno a strade ed elettrodotti.

 

"Le fasce di rispetto sono fondamentali", commenta il consigliere provinciale delegato alla Protezione Civile, Massimo Bortoluzzi. "Dopo Vaia e la grande nevicata dell’inverno tra il 2013 e 2014, con oltre 80 mila utenze elettriche rimaste al buio diversi giorni, molto è stato fatto sul fronte della prevenzione, ma evidentemente non abbastanza. Anche nell’ultima ondata di maltempo abbiamo assistito inermi a piante cadute sui cavi Enel e Terna, e alberi in strada che impedivano il lavoro delle frese di Anas e Veneto Strade".

 

"La gestione dei soccorsi - continua - che ha funzionato anche con il Ccs in modalità telematica e a distanza, è stata rallentata da questi schianti di alberi. Un fenomeno che si può prevenire, semplicemente allargando le fasce di rispetto attorno alle principali infrastrutture, e tagliando dove necessario. Per questo però serve un nuovo quadro normativo che consenta a tutti i soggetti interessati di intervenire. Ecco perché abbiamo intenzione di coordinare una cabina di regia che per il territorio bellunese porti a nuove norme di semplificazione".

 

"Ci attiveremo con la Regione e cercheremo la sinergia con Enel e Terna, per un protocollo d’intesa che sia funzionale a lavori di esbosco preventivi, utile a prevenire i disagi e i pesanti disservizi visti nei giorni scorsi. Si tratta di una soluzione a breve termine; in ogni caso, le infrastrutture sia viarie sia tecnologiche dovranno essere modificate per far fronte agli eventi estremi, quindi essere più resilienti".

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