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Camion vela fermi e pubblicità vietate, in campagna elettorale le regole ci sono ma troppo spesso c'è chi non le rispetta

Pubblicità elettorali fuori norma, dopo Trento anche da Rovereto arrivano delle segnalazioni: dai camion vela parcheggiati ai candidati in formato gigante ledwall. Ecco di chi sono e perché sarebbero fuori norma

Di Tiziano Grottolo - 18 settembre 2020 - 17:57

TRENTO. Come ogni campagna elettorale che si rispetti non mancano le polemiche sulle pubblicità invadenti. Ogni elezione non è tale se qualcuno non si inventa un nuovo modo per promuovere la propria candidatura: volantini, gadget e l’immancabile aperitivo al bar per chi magari ha meno disponibilità economiche, cene, maxi-poster camion vela , taxi e camper griffati per chi può permetterselo.

 

Queste attività sono regolate da apposite norme, anche quest’anno il commissariato del Governo si è premurato di consegnare ai partiti e ai vari candidati un vademecum (disponibile anche onlinecon le regole da seguire. Dopo i casi di Trento con i candidati Zanetti e Dellagiacoma (entrambi di Fratelli d’Italia) che avevano fatto posizionare i loro manifesti all’interno di due esercizi commerciali (QUI articolo) e il candidato sindaco Andrea Merler con il suo camper (QUI articolo), anche a Rovereto sono state rilevate della anomalie.

 

Il primo caso riguarda un camion vela con la pubblicità elettorale della lista “Rovereto Libera” che sostiene il candidato sindaco Francesco Valduga. Il mezzo sarebbe stato visto troppo spesso fermo, parcheggiato (compresa la notte) in punti facilmente visibili dalla strada, in particolare nella zona dello Stadio Quercia e in località Sant’Ilario. Ciò contravviene alle prescrizioni perché questi camion vela, quando portano una pubblicità elettorale, devono restare in movimento e non possono sostare in luoghi pubblici se non per brevissimi periodi.

 

 

La seconda situazione (che vede coinvolta la stessa azienda pubblicitaria di Rovereto) riguarda un pannello pubblicitario del tipo “ledwall”, di fatto un grande schermo dove è possibile far alternare più immagini. Il ledwall in questione è installato sopra l’Eurospar di via nazionale, sempre in località Sant’Ilario, e mostra la pubblicità elettorale sia della lista “Rovereto Libera” che dell’assessore ai trasporti del Comune di Rovereto Carlo Plotegher. “Dal 30° giorno antecedente quello della votazione, e quindi da venerdì 21 agosto 2020 – spiega la norma – sono vietati: il lancio o getto di volantini in luogo pubblico o aperto al pubblico; la propaganda elettorale luminosa o figurativa, a carattere fisso in luogo pubblico escluse le insegne delle sedi dei partiti; ogni forma di propaganda luminosa mobile”. Ergo queste pubblicità elettorali non dovrebbero esserci perché dovrebbero stare esclusivamente negli appositi spazi assegnati dal Comune (senza dimenticare che da domani, 19 settembre, scatta il silenzio elettorale).

 

Per avere delucidazioni Il Dolomiti ha contatto Comune, Ica (che però non gestisce né il ledwall né il camion vela) e polizia locale con l’impressione che far rispettare queste norme sia piuttosto complicato: non è chiaro chi deve intervenire e nemmeno come vengano gestite le segnalazioni circa le presunte irregolarità. In sostanza sembra che alcune pratiche siano in un certo senso tollerate, o perlomeno non esiste un impianto sanzionatorio all'altezza o una volontà reale di agire con tempestività.

 

A rimetterci però è innanzitutto chi le regole le rispetta: sia i candidati che non sfruttano questi stratagemmi che le agenzie pubblicitarie che seguono i vincoli. Per quest’ultime, insomma, rischia di esserci sia il danno che la beffa visto che non possono vendere determinate pubblicità ma poi vedono quelle dei concorrenti in giro. Chi sgarra invece guadagna sulla vendita degli spazi pubblicitari (in assenza di una vera concorrenza), se poi i camion vela vengono tenuti parcheggiati si risparmia pure sul costo dell’autista che dovrebbe guidare il mezzo. Quest’anomalia tutta italiana non passa certo inosservata ma finora nessuno ha potuto, o voluto, metterci una pezza.

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