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| 29 apr 2020 | 17:10

Cattura di M49, Oipa: "Pat incapace di gestire l'orso, persa l'occasione di farne una risorsa turistica"

Anche l'Organizzazione internazionale per la protezione degli animali ha commentato negativamente la cattura di M49, promettendo di presentare un’istanza di accesso agli atti alla PAT per verificare la modalità e la regolarità della cattura. Il presidente della sezione italiana: "Provincia non è in grado di gestire gli orsi"

Cattura di M49, Oipa: "Pat incapace di gestire l'orso, persa l'occasione di farne una risorsa turistica"
di Redazione

 TRENTO. Dopo la cattura di M49 avvenuta nella serata di martedì 28 aprile, le reazioni non si sono certo fatte attendere. E se dal mondo animalista più radicale sono arrivate affermazioni per lo meno indelicate , diverse sono state le dichiarazioni di associazioni da anni impegnate nella difesa dei diritti degli animali. Da prima la Lav, che in un comunicato ha espresso la volontà di adire a vie legali.

 

E' un'inutile crudeltà nei confronti di un animale che, come noi, ama la libertà e ha difeso questo diritto in una disperata fuga durata 9 mesi – hanno scritto - siamo pronti a procedere contro la Provincia di Trento, per il reato di maltrattamento di animali ai sensi del codice penale”.

 

Di tipo analogo è la dichiarazione dell'Oipa, l'Organizzazione internazionale per la protezione degli animali. “Come OIPA – ha sottolineato l'avvocata Claudia Taccani, responsabile dello sportello legale della sezione italiana dell'associazione – presenteremo subito un’istanza di accesso agli atti alla PAT per verificare la modalità e la 'regolarità' della cattura. Valuteremo insieme ai nostri esperti e veterinari se l’attuale collocazione sia idonea per un esemplare di questo tipo. Fermo restando che contestiamo la cattura, dobbiamo verificare che l’attuale custodia non integri una forma di maltrattamento avendo già M49 manifestato grossa ostilità nella precedente errata cattura”.

 

L'organizzazione, infatti, già la scorsa estate aveva presentato un esposto alla Procura di Trento, contestando la metodologia e l'ordinanza di cattura e abbattimento, che pendeva come una “spada di Damocle” sulla testa del plantigrado “più ricercato d'Italia”. L'esposto era stato fondato sulla base di una relazione tecnico-scientifica afferente le caratteristiche biologiche e ecologiche della specie “Orso bruno” e redatta dal medico veterinario dottor Maurizio Calleri, presidente della Limav Italia, la Lega internazionale medici per l'abolizione della vivisezione.

 

“La PAT non è in grado di gestire gli orsi – ha ribadito invece Massimo Comparotto, presidente di Oipa Italia – di sensibilizzare e insegnare ai propri cittadini come poter prevenire danni, infatti M49 non ha mai attaccato l’uomo ma solo cercato cibo. Nella vicina Slovenia hanno fatto diventare l’orso attrazione turistica organizzando addirittura tour guidati in sicurezza. Papillon amato e seguito in tutto il mondo dovrebbe essere tutelato in questo modo”.

 

Concetto ribadito dalla delegata trentina Ornella Dorigatti, che tra i tanti post su facebook dedicati alla cattura dell'orso ha commentato: “Se solo ci fosse un minimo di visione invece di perseguire ulteriormente M49 si potrebbe pensare ad un richiamo turistico senza precedenti... l'orso diventato famoso per le sue peripezie, che non ha mai attaccato l'uomo, che dopo una rocambolesca fuga a distanza di mesi e approfittando del fermo umano è riuscito nell'ardua impresa di rientrare nelle sue terre natie potrebbe diventare una icona turistica... targhe in ricordo sul percorso da lui effettuato, sentiero turistico 'Papillon' da proporsi ai turisti a tappe, magari in una settimana di permanenza in Trentino per ripetere lo stesso percorso con visita ai luoghi umani da lui ispezionati accompagnati da guide turistiche che raccontino del territorio e delle sue particolarità, ad assaggiare in ogni tappa, piatti tipici trentini con prodotti originali della nostra terra !!! VISIONE ci vuole se vogliamo far ripartire un comparto, quello turistico, non pensando solamente allo sci come elemento trainante”.  

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