Chico Forti scrive a Di Maio: “Sono fiero, di non aver mai smesso di credere nella mia Terra”
Cresce l’attesa per il rientro in Italia di Chico Forti che nel frattempo ha scritto una lettera al ministro degli Esteri Di Maio: “Avete realizzato un’impresa dai più considerata impossibile. Alla fine ha prevalso il valore degli italiani”

TRENTO. Dopo l’annuncio, avvenuto solo pochi giorni fa, da parte del ministro degli Esteri Luigi Di Maio cresce l’attesa per il rientro in Italia di Chico Forti. Il Trentino infatti, si trova tutt’ora recluso in un carcere di massima sicurezza in Florida dove sta scontando una condanna all’ergastolo perché ritenuto responsabile di omicidio, benché si sia sempre proclamato innocente.
Ad ogni modo, dopo anni di battaglie, è arrivata la tanto attesa estradizione del 61enne trentino che a breve potrà tornare nel suo Paese natale. “In questi giorni – ha spiegato Di Maio – mi è arrivata una lettera, con parole bellissime. La firma è di Chico Forti. Dice che quanto accaduto è un miracolo, che l’Italia è cambiata. Io non penso di aver fatto alcun miracolo. Abbiamo lavorato, quello sì, in silenzio e con insistenza. Colgo l’occasione per mandare un abbraccio a Chico e alla sua famiglia. Questo è un Paese che quando gioca da squadra, vince”.
Forti ha quindi voluto ringraziare in particolare il ministro degli Esteri e il suo capo di gabinetto, l’ambasciatore Ettore Sequi: “Avete realizzato un’impresa dai più considerata impossibile. Alla fine ha prevalso il valore degli italiani. Sono fiero, di non aver mai smesso di credere nella mia Terra. Il mio sole, la mia luna, la mia alba”.
In un altro passaggio della lettera, riportato da alcune testate nazionali, Forti scrive: “Con voi l’Italia è cambiata o siamo diventati delle persone migliori, perché uniti siamo riusciti a realizzare un miracolo, diplomatico ed umano. Non esiste una remunerazione monetaria che possa equiparare la gioia nel mio cuore”. Dopodiché, il 61enne trentino conclude: “L’Italia, unita ai miei cari, come regalo di Natale mi ha restituito con gli interessi gli anni persi”.














