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Code in montagna e scarso rispetto delle regole anti-Covid. La Commissione Medica della Sat: ''Il virus c'è ma non angosciamoci. Ecco come comportarsi''

Il caso in foto è solo un esempio (siamo sul ponte tibetano in Val di Rabbi con una fila di persone di circa 30 minuti) ma in tante località montane si stanno verificando assembramenti. Bergamo: ''C'è chi minimizza e forse vuole dimenticare, mettendosi e mettendo a rischio gli altri e poi c'è chi si sente assediato ovunque da un nemico invisibile e dunque si rovina la giornata e la vita''. La giusta misura sta nel mezzo: ecco come

Di L.P. - 06 July 2020 - 12:56

VAL DI RABBI. Poche mascherine, poco distanziamento e rischio di contagio che permane anche sulle nostre montagne prese d'assalto da frotte di visitatori. Nella foto qui sopra siamo in Val di Rabbi all'altezza del ponte tibetano che passa sopra le cascate del Rio Ragaiolo, sospeso nel vuoto a quota 1.366 metri di altitudine. Un luogo bellissimo e gettonatissimo dove ieri erano in tanti a fare la coda in attesa di percorrere quei 100 metri sospesi sopra un panorama mozzafiato. Una fila statica, di una mezzora che proseguiva fino al sentiero e le scalette, con persone vicinissime tra loro e praticamente tutte senza mascherina. Eppure le regole sugli assembramenti, è importante dirlo, valgono anche in montagna. Ed è la stessa Commissione Medica della Sat a specificarlo.  

 

''E’ ormai passato più di un mese da quando abbiamo riconquistato la libertà di movimento - spiegano dalla società degli alpinisti tridentini - ma possiamo affermare di aver accettato che insieme alla libertà vadano applicati al nostro vivere quotidiano anche senso di responsabilità, attenzione e rispetto? Alla Sat arrivano email di escursionisti preoccupati relativamente alla frequentazione della montagna, segnalano mancanza dell'utilizzo della mascherina, mancato rispetto del distanziamento e assembramenti. Sono preoccupazioni fondate?''. Le domande sono state poste alla commissione medica che risponde con la presidente, la dottoressa Antonella Bergamo: ''E’ innegabile che le cose siano molto migliorate rispetto a tre mesi fa, ma questo è avvenuto soprattutto per le regole base che sono state applicate: distanziamento, mascherina (indossata correttamente) quando il distanziamento non è possibile, lavaggio frequente delle mani (effettuato correttamente) se questo non è possibile disinfezione frequente''.

 

''Il problema è sotto controllo in Italia, ma non è risolto – prosegue Antonella Bergamo - negli ultimi giorni c'è stata una risalita dei contagi e questo non è un buon segno. Non è possibile dimenticarsi del problema e tornare come prima. La normalità attuale significa vivere la propria vita, che può assomigliare molto a quella antecedente all’emergenza Covid pera molti di noi, ma con qualche accorgimento in più. Il rispetto per sé stessi e per gli altri è alla base di una buona società che guardi al futuro ed alla quale siamo tutti tenuti a dare il nostro contributo. In montagna, direi che la vita è ripresa abbastanza bene, ma anche qui, si incontra uno spaccato della società e quindi gli atteggiamenti sono i più vari rispetto al problema. C'è chi minimizza e forse vuole dimenticare, mettendosi e mettendo a rischio gli altri e poi c'è chi si sente assediato ovunque da un nemico invisibile e dunque si rovina la giornata e la vita''.

 

Per Bergamo la giusta misura starebbe nel mezzo. ''Il nostro suggerimento - completa - è di considerare che il virus è ancora in circolazione, ma senza angosciarsi per questo. Mettiamo in atto il distanziamento, la mascherina ed il lavaggio frequente delle mani. Basta così, non serve altro. Vogliamo tutti poter vivere il nostro momento speciale in montagna e i posti dove andare sono davvero tanti. Cerchiamo quelli meno frequentati, cambiamo sentiero e se troppo affollato o aspettiamo a lato che passi il gruppo e se possibile stiamo distanti quando ci accorgiamo che non viene indossata la mascherina. Buon senso e rispetto quando ci fermiamo al rifugio, se vediamo che è affollato allontaniamoci e aspettiamo un momento più propizio, avendo sempre qualcosa nello zaino da mangiare e da bere per sopperire al calo energetico''.

 

''Andare in montagna ci trasmette sensazioni positive ed energia per affrontare le difficoltà della vita – conclude Bergamo - quindi non lasciamoci influenzare negativamente da atteggiamenti scorretti, ma cerchiamo di evitarli”.

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