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Coronavirus, 217 nuovi positivi e 6 decessi nel Bellunese. Ancora alta la pressione sugli ospedali

La situazione Coronavirus nel Bellunese continua a preoccupare. Sono 217 i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore, facendo salire la quota di attualmente contagiati a 4769. Tanti, ancora, i decessi: sono 6. Il grande afflusso di pazienti Covid ha spinto l'Ulss Dolomiti 1 a attivare ulteriori posti letto all'ospedale di Feltre

Di Davide Leveghi - 04 December 2020 - 10:20

BELLUNO. Sono 217 i nuovi positivi registrati nelle ultime 24 ore in provincia di Belluno. Un numero decisamente alto rispetto ai giorni scorsi, in cui la curva pareva aver raggiunto una certa stabilità. Attualmente, in tutto il territorio provinciale i contagi sono 4769. Crescono ancora le vittime: sono 6 quelle registrate nelle ultime 24 ore in strutture di tutta la provincia.

 

Anche la pressione sugli ospedali, d'altronde, non sembra volersi allentare. Attualmente sono ricoverate 125 persone nei reparti di area non critica (61 a Belluno, 55 a Feltre e 9 a Agordo), 54 negli ospedali di comunità (8 a Agordo, 4 a Alano, 10 a Auronzo, 19 a Belluno e 13 a Feltre) e 10 nei reparti di terapia intensiva (divisi equamente fra il San Martino di Belluno e il Santa Maria del Prato di Feltre).

 

Le persone positive al Covid decedute, come detto, sono state 6. Si tratta di un uomo di 83 anni e di una donna di 68 ricoverati in rianimazione a Belluno, di una donna di 83 anni ricoverata all'ospedale di Agordo, di un uomo di 82 ricoverato in ospedale di comunità a Feltre, di una donna di 74 anni ricoverata in pneumologia a Feltre e di un 75enne ricoverato in geriatria Covid a Feltre.

 

Nonostante l'emergenza, comunica l'Ulss Dolomiti 1, nell'ospedale San Martino di Belluno si è dato avvio alla graduale riattivazione dei ricoveri per pazienti Covid negativi nel reparto di medicina. Diversa la situazione a Feltre, dove il grande numero di ospedalizzati positivi al virus ha spinto all'attivazione di ulteriori posti letto dedicati proprio ai contagiati.

 

Nella giornata di giovedì, il sindaco di Longarone (e presidente della provincia di Belluno) Roberto Padrin aveva annunciato la sospensione delle attività scolastiche in tutto l'istituto comprensivo a causa dei troppi contagi registrati nel Comune. “Decisione sofferta ma a tutela della comunità”, aveva scritto in una comunicazione via social. Secondo l'aggiornamento offerto dallo stesso primo cittadino, la crescita dei contagi registrata nel territorio comunale ha portato al raggiungimento attualmente di “quota 98”.

 

Più incoraggiante, invece, la situazione a Auronzo di Cadore, al centro domenica 29 novembre di uno screening mirato sulle fasce d'età più colpite, dai 41 ai 65 anni. “Stiamo finalmente assistendo a un'inversione di tendenza – aveva scritto sui social la sindaca Tatiana Pais Becher nei giorni scorsi – cerchiamo di fare in modo che Auronzo possa tornare presto alla normalità per ripartire insieme. Mettere in sicurezza la comunità è fondamentale per noi auronzani, ma diventa importantissimo anche per poter accogliere i numerosi turisti e proprietari di seconde case che amano trascorrere le vacanze natalizie nel paese delle Tre Cime di Lavaredo”. Al test aveva partecipato solamente il 33% della popolazione target, di cui lo 0,8% era risultato positivo.

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