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| 08 nov 2020 | 19:42

Coronavirus, altri 183 contagi nel Bellunese. Decedute due donne di 88 e 61 anni

Continuano a salire i dati del contagio in provincia di Belluno. In un quadro regionale che si fa sempre più complicato per la pressione sul sistema sanitario, anche l'Ulss Dolomiti 1 si trova a dover rimodulare l'attività delle sue strutture

Coronavirus, altri 183 contagi nel Bellunese
di Redazione

BELLUNO. In una situazione regionale che registra un alto numero di casi (3258 nelle ultime 24 ore) e soprattutto una crescita importante dei ricoveri in bassa e alta intensità (sono rispettivamente 1536 e 202), il contagio nel Bellunese continua a rappresentare un motivo di preoccupazione. Secondo quanto comunicato dal direttore dell’Ulss Dolomiti 1 Adriano Rasi Caldogno, infatti, nella più settentrionale delle province venete i contagi da Coronavirus nelle ultime 24 ore sono stati 183, mentre 2 donne di 61 e 88 anni ricoverate all’ospedale di comunità di Feltre sono decedute.

 

Oltre alla crescita costante dei casi, su una provincia che conta poco più di 200mila abitanti, sono i decessi a segnare un andamento drammatico. In questo caso, a morire non sono solo soggetti ultrasettentenni o più ma anche una donna di 61 anni.

 

Negli ospedali della provincia, nondimeno, la situazione vede 53 ricoverati in area non critica e 6 in terapia intensiva all’ospedale San Martino di Belluno, 21 in area non critica e 1 in terapia intensiva all’ospedale Santa Maria del Prato di Feltre, 25 ricoverati in tre diversi ospedali di comunità (rispettivamente 4 ad Alano, 11 a Feltre e 10 ad Agordo).

 

La crescita dei contagi in regione, come noto, incide sulla logistica degli ospedali bellunesi. Per questo, nelle strutture ospedaliere della provincia, saranno sospese le prestazioni ambulatoriali ad eccezione delle prestazioni con priorità U e B e le attività di ambito materno infantile, oncologico, malattie rare o non rinviabili in base al quadro clinico del paziente; le prestazioni in libera professione intromoenia; l’attività chirurgica e internistica programmata ad eccezione delle attività non rinviabili in considerazione del quadro clinico della persone e in particolare nei casi oncologici. “Tale attività – precisa il responsabile dell’Ulss Dolomiti 1 – sarà riprogrammata in relazione all’evoluzione del quadro clinico”.

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