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Coronavirus, delatori e giustizieri da social? A rischiare sono più loro che chi mettono alla gogna

Spesso foto e immagini caricati sia su Facebook che in chat di Whatsapp, rivelano dati sensibili, mostrano volti, rendono chiaro il negozio o la farmacia oggetto dell'attacco. Ma chi pensa che dietro il suo gesto ci sia una trasgressione non sa in realtà cosa c'è dietro il comportamento di quella persona. Meglio rivolgersi sempre alle forze dell'ordine  

Pubblicato il - 28 marzo 2020 - 17:09

TRENTO. Foto di farmacie o supermercati chiaramente riconoscibili fatte magari per segnalare che ''qui i prezzi sono altissimi''cittadini ripresi in volto mentre stanno salendo in macchina con tanto di commento ''ma dove vai, cog..e, devi startene a casa''; foto di abitazioni con tanto di numero civico o targhe di veicoli postati su Facebook perché ''eccolo che esce torna a casa a quest'ora, dopo tutto il giorno in giro''; e poi gli incredibili giornali che ''sbattono'' il mostro, non più in prima pagina, ma in rete, aprendo delle sorte di ''segnalazioni dei lettori''. Il tutto con il rischio di vedersi ribaltata la ''delazione'' con una vera denuncia questa volta non con gogna mediatica a far da tribunale ma con tribunale a decidere per un risarcimento economico.   

 

La quarantena, infatti, in atto ormai da settimane per evitare il diffondersi del contagio del coronavirus sta trasformando molte pagine Facebook e molti gruppi tipo Sei di.. , in delle sorte di bestiari della denuncia. L'obiettivo è quello di segnalare chi, secondo colui che scatta l'immagine o fa il post, sta violando le regole imposte dal Governo. Il più delle volte tali azioni sono fatte senza alcun costrutto inserendo dati sensibili di chi si segnala e sempre senza sapere cosa c'è dietro quella situazione. I prezzi altissimi, per esempio, potrebbero essere dovuti a una filiera ormai gonfiata e che quindi nulla c'entra con la farmacia o il supermercato insultato sui social (QUI ARTICOLO).

 

Il ''cog..e'' ripreso in volto mentre sale in macchina potrebbe essere un operaio che deve andare a lavorare perché fa parte di quelle attività essenziali che tutt'ora sono aperte. Quello che ''eccolo che torna a casa a quest'ora'' con immagine del numero civico o della targa dell'auto magari è un infermiere che ha appena smontato il turno in ospedale. Tutto ciò espone chi si sente ''giustiziere'' della comunità (ma in realtà di sé stesso e del suo isolamento) a una controdenuncia, questa volta vera, magari per diffamazione e magari aggravata se il post è colorito con insulti o facili conclusioni (tipo ''questo sta violando le regole, guardate'').

 

Cosa si deve fare allora in questi casi, se pensate che qualcuno sta violando la legge? Non sapendo perché la persona che state fotografando sta uscendo di casa e non essendo sospese le norme sulla privacy e quelle che garantiscono il rispetto e la reputazione delle persone la segnalazione fatela alle forze dell'ordine: ci sono la polizia e i carabinieri che si occupano di queste cose, voi rispettate le regole e appoggiatevi sempre alle autorità competenti facendo, eventualmente, la segnalazione anche alla polizia locale. 

 

In questo senso condividiamo un post che è ormai virale in rete e spiega molto bene, in maniera ironica, la situazione generale

 

Dunque, da quel che leggo in giro la situazione ad oggi, parrebbe la seguente:
quelli che stanno a casa ce l'hanno con quelli che escono, mentre quelli che sono costretti ad uscire ce l'hanno con quelli che possono rimanere a casa.
Quelli con i bambini ce l'hanno con quelli con i cani perché i cani possono uscire e i bambini no, mentre quelli con i cani ce l'hanno con tutti quelli che ce l'hanno con loro perché portare fuori il cane è la cosa più noiosa dell'avere un cane e ne farebbero volentieri a meno. 
Quelli che non fanno sport ce l'hanno con quelli che vanno a correre perché se mi rompo io è giusto che ti rompa anche tu, a prescindere da quanto la tua attività in solitaria possa essere pericolosa.
Quelli che si rompono ce l'hanno con quelli che si divertono sui balconi e quelli che si divertono ce l'hanno con quelli che gli rompono.
Quelli che non fumano e non giocano, ce l'hanno con quelli che affollano le tabaccherie e quelli che affollano le tabaccheria ce l'hanno con quelli che vanno al supermercato due volte al giorno che a loro volta ce l'hanno con quelli che escono il cane che a loro volta ce l'hanno col cane.
Poi ci sono quelli che ce l'hanno col governo, col marito, con il Papa, con il vicino, con l'Europa, con gli scienziati, con la Cina, con i lombardi, con le sardine, con la moka che fa un caffè che fa schifo e un po' anche con il virus, ma quello reagisce malissimo ed è meglio non stuzzicarlo.
Gli altri sono malati.

 

Vi vedo un po' nervosetti, avete finito il lievito?

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