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Coronavirus, aumenta l’acquisto di farmaci online, l’Iss: “Attenti alle farmacie non autorizzate e alle truffe”

In Italia stanno aumentando le vendite dei farmaci online ma l’Istituto superiore della sanità mette in guardia: “No alle terapie fai da te, sono pericolose per la salute. La disinformazione viaggia anche sui social”. Ecco le raccomandazioni per non correre rischi

Di Tiziano Grottolo - 22 aprile 2020 - 11:03

TRENTO. “La sperimentazione di farmaci anti Covid-19 viene attualmente effettuata sotto stretto monitoraggio medico e, perlopiù, in ambito ospedaliero”, così l’Istituto superiore di sanità ha voluto spazzare via ogni dubbio su alcune teorie o sedicenti guaritori che consigliano rimedi contro il coronavirus.

 

Nessuno spazio, dunque, a terapie “fai da te” basate sull’autoprescrizione di antivirali o antibiotici o di altri farmaci per i quali è obbligatoria la prescrizione medica. “Quelli pubblicizzati online potrebbero essere falsificati – fa notare l’Iss – quindi inefficaci se non addirittura pericolosi per la salute”. Un gruppo di lavoro ad hoc ha condotto un monitoraggio dei siti che propongono la vendita online di medicinali per il trattamento e la cura del coronavirus, i ricercatori hanno scoperto una vasta rete di farmacie illegali “che – spiegano – in maniera fraudolenta propongono ad ignari e malinformati cittadini rimedi per la prevenzione e la cura dell’attuale infezione da Sars-Cov-2”. Come se non bastasse il timore è che dietro questo traffico ci sia la criminalità organizzata.

 

Dallo stesso studio è emerso come la diffusione di notizie ingannevoli viaggi anche sui social, come Facebook, Twitter, Whatsapp e in particolare YouTube dove vengono postati video dove spesso e volentieri un “esperto” divulga informazioni pseudo scientifiche con tanto di falsi riferimenti a istituzioni ed enti di ricerca. “Senza nemmeno dire il loro nome o la loro qualifica professionale – accusa l’Iss – ci sono persone che parlano di coronavirus e distribuiscono consigli e raccomandazioni, fra cui l'assunzione di vitamina C e D, o di tisane calde per sconfiggere il virus”. L’invito ovviamente è quello fidarsi solo dei siti istituzionali e delle fonti ufficiali, ovvero Ministero della Salute, Iss, Aifa, Oms.

 

Il rischio di acquistare via web da farmacie non autorizzate è anche economico: infatti, le carte di credito utilizzate vengono spesso clonate e impiegate senza scrupoli per altri acquisti. Fra i farmaci più venduti c’è l’Arbidol (umifenovir), “un antinfluenzale la cui efficacia contro la Covid-19 non è dimostrata”, prodotto e approvato in Russia, ma non dalla Fda né dall’Ema, viene venduto in vari dosaggi ad un costo variabile che raggiunge i 40 euro, da 10 farmacie extraterritoriali senza necessità di ricetta medica.

 

Un altro farmaco molto venduto è il Kaletra (lopinavir/ritonavir), un medicinale ospedaliero utilizzato per il trattamento dell’Hiv che necessita di ricetta non ripetibile, “viene spacciato come anti Covid e venduto su più di 20 siti, il 60% dei quali non chiede la ricetta medica”, altri la chiedono ma offrono, con un sovrapprezzo, la possibilità di ottenerla online. Discorso simile per la clorochina (un antimalarico) che può richiedere solo dietro prescrizione medica chi si reca in zone a rischio malaria, usato nella sperimentazione contro il Sars-Cov-2 e l’idrossiclorochina (Plaquenil) viene venduta illegalmente online. Infine, ci sono i cosiddetti rimedi ayurvedici e oli essenziali per aromaterapia spacciati per rimedi per la cura o la prevenzione del coronavirus. Gli studiosi sono riusciti anche ad individuare i Paesi in cui risiede fisicamente il server di alcuni di questi siti web: Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Germania, Olanda, Singapore, Giappone, anche se la maggior parte delle farmacie online è localizzata negli Stati Uniti.

 

Al netto di queste insidie l’Iss ricorda che alcuni medicinali possono comunque essere acquistati legalmente e in sicurezza. Infatti le farmacie autorizzate dal Ministero della Salute a vendere farmaci online sono tenute a rispettare scrupolosamente la normativa italiana in materia che prevede alcune regole: come l’impossibilità di vendere farmaci che necessitano di ricetta medica, inoltre le farmacie autorizzate devono avere una sede fisica e in ogni pagina web dedicata alla vendita online deve comparire il “logo comune”, un logo cioè condiviso da tutti i membri dell’Unione Europea, ma che in ogni singolo Paese riporta la bandiera nazionale. Cliccando sul “logo comune” si deve aprire la pagina del Ministero della Salute che riporta i dati della farmacia autorizzata. Dopodiché si ricorda che sul sito del Ministero della Salute è riportato l’elenco delle farmacie e degli esercizi commerciali autorizzati per la vendita online. Attenzione dunque, comprare online è possibile ma bisogna prestare attenzione, dietro l’angolo potrebbero nascondersi brutte sorprese che potrebbero danneggiare economicamente i clienti fino a comprometterne la salute stessa.

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