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Coronavirus, dopo il caso Danimarca anche l'Italia blocca tutte le attività negli allevamenti di visoni. Se confermata la malattia al via l'abbattimento

La decisione è arrivata con la firma di una nuova ordinanza da parte del ministro della Salute, Roberto Speranza. L'allarme è partito dalla Danimarca dove a fine ottobre il governo ha presentato un piano di abbattimento di circa 17 mila visoni

Pubblicato il - 23 novembre 2020 - 10:52

TRENTO. Tutte le attività negli allevamenti di visoni in Italia sono sospese fino a febbraio 2021, quando verrà fatta una nuova valutazione sullo stato epidemiologico presente nelle strutture. A deciderlo è stato il ministro della Salute, Roberto Speranza, che nelle ultime ore ha firmato per il settore una nuova ordinanza.

 

La decisione arriva dopo che in tutta Europa è scattato l’allarme sul rischio contagio negli allevamenti.

 

Ad inizio novembre l'Organizzazione mondiale della sanità aveva citato anche l'Italia come Paese nel quale era stati trovati casi di Sars-CoV-2 in alcuni visoni d’allevamento. Veniva precisato che “Ad oggi, sei Paesi, cioè Danimarca, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Italia e Stati Uniti, hanno segnalato casi di Sars-CoV-2 nei visoni d’allevamento all’Organizzazione Mondiale della Sanità animale (OIE)”. (QUI L'ARTICOLO)

 

Il rischio era stato lanciato per un possibile nuovo mutamento del coronavirus. La questione era partita dalla Danimarca dove ora, è bene precisarlo, la situazione sembra essere sotto controllo e il cluster ormai debellato. Il governo danese aveva annunciato il piano per l’abbattimento straordinario di 17 milioni di visoni.

 

La misura, viene spiegato per la nuova ordinanza, aggiunge l’infezione da Sars CoV-2 nei visoni d’allevamento all’elenco delle malattie infettive e diffusive degli animali soggette a provvedimenti sanitari secondo il “Regolamento di polizia veterinaria (D.p.r. 8 febbraio 1954, n. 320)”.

 

Pur essendo il numero degli allevamenti in Italia molto ridotto rispetto ad altri paesi europei si è valutato di seguire il principio della massima precauzione in osservanza del parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità.
 

Secondo l’ordinanza, in caso di sospetto di infezione, le autorità locali competenti dispongono il sequestro dell’allevamento, il blocco della movimentazione di animali, liquami, veicoli, attrezzature e l’avvio di una indagine epidemiologica. Nel caso in cui vi fosse la conferma della malattia, invece, i visoni dell’allevamento saranno sottoposti ad abbattimento.

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