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Coronavirus, è allarme sulle varianti. Obbligo di test per chi è stato in Austria e restrizioni a chi proviene dal Brasile

Il ministro della Salute Roberto Speranza ha firmato un'ordinanza con cui stabilisce restrizioni e regole a chi proviene dall'Austria o dal Brasile. Preoccupano le varianti brasiliana e sudafricana, quest'ultima individuata in Tirolo. Quella inglese sarebbe presente in Italia nel 20% delle infezioni 

Di Davide Leveghi - 14 febbraio 2021 - 09:39

TRENTO. Preoccupano e non poco le varianti del Covid-19. Se quella “inglese” appare ormai diffusa in tutto il Paese, a destare maggiore allarme sono quella sudafricana e quella brasiliana. Per questo il ministro della Salute Roberto Speranza, fresco di riconferma al dicastero, ha firmato un'ordinanza con cui limita gli ingressi da determinati Paesi.

 


 

In particolare, il documento firmato nella giornata di sabato 13 febbraio riguarda la proroga delle limitazioni all'ingresso dei viaggiatori provenienti dal Brasile e introduce delle misure preventive nei confronti di quelli provenienti dall'Austria, dove circola la variante sudafricana. A tal riguardo, lo stesso cancelliere Sebastian Kurz ha sconsigliato i viaggi in Tirolo, dove per la prima volta sono stati individuati dei casi di questa variante. Il focolaio conta ormai circa 300 persone e si è sviluppato attorno a una nota zona sciistica.

 

Valida anche per le Province autonome, l'ordinanza stabilisce quanto segue: “Sono vietati l'ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei 14 giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Brasile. L'ingresso e il traffico aereo dal Brasile sono consentiti a condizione che i soggetti non manifestino sintomi da Covid-19 e che non abbiano la residenza anagrafica in Italia da data anteriore alla presente ordinanza o siano autorizzati dal Ministero della Salute, per inderogabili necessità, all'ingresso in Italia”.

 

Per chi invece proviene dall'Austria: “L'ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei 14 giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato per un tempo superiore a 12 ore in Austria sono consentiti secondo la seguente disciplina: obbligo di presentazione al vettore all'atto dell'imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposti nelle 48 ore antecedenti all'ingresso, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo; obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico da effettuarsi mediante tampone al momento dell'arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine; obbligo di sottoporsi a prescindere dall'esito del test alla sorveglianza sanitaria e all'isolamento fiduciario per 14 giorni; obbligo di effettuare test molecolare o antigenico al termine dei 14 giorni di quarantena”.

 

 

Tali misure, in vigore dalla giornata di domenica 14 febbraio, rimarranno valide fino al 5 marzo.

 

In una situazione comunque sottoposta a continue e imprevedibili evoluzioni, secondo quanto comunicato dall'Istituto superiore di sanità e dal Ministero della Salute, attualmente in Italia la presenza delle varianti del virus è ormai un dato di fatto. E mentre si cerca di capire, da quelle già isolate, quanto e come il virus sia mutato nelle sue caratteristiche, ci sono dei dati più certi sulla variante inglese. Un'indagine svolta a livello nazionale dalle principali autorità sanitarie pubbliche mostra che il 17,8% delle infezioni è dovuto alla variante proveniente da oltremanica.

 

Per quanto riguarda la presenza di questa in Trentino, i ritardi nel monitoraggio non hanno ancora permesso di capire se e quanto la variante stia circolando. Per ammissione degli stessi vertici di Apss, la variante inglese dovrebbe essere presente con percentuali in linea con il resto del Paese (attorno al 20%). L'individuazione di alcuni casi a Lana, di contro, aveva spinto il presidente Arno Kompatscher a introdurre nuove misure restrittive in Alto Adige, in modo tale da interrompere le catene infettive.

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