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Coronavirus, ecco i 109 Comuni del contagio. A Canazei raggiunti i 33 casi e crescono Rendena, Chiese e Giudicarie

Questa la situazione in Trentino sull'evoluzione della pandemia confermata da Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari: 12 morti e 20 guariti, 464 persone a domicilio, 160 in Rsa, 150 in ricovero senza ventilazione, 12 in ventilazione semi-invasiva e 30 in ventilazione invasiva

Di Luca Andreazza - 19 marzo 2020 - 18:46

TRENTO. Il coronavirus si diffonde in Trentino, sono 857 le persone positive dopo che oggi, giovedì 19 marzo, sono stati confermati 138 nuovi contagi. I quattro deceduti sono un uomo del 1944 di Castello Molina, un uomo del 1937 di Lona Lases, una donna del 1933 di Mori e un uomo del 1936 di Trento.

 

Questa la situazione in Trentino sull'evoluzione della pandemia confermata da Provincia e Azienda provinciale per i servizi sanitari12 morti e 20 guariti464 persone a domicilio160 in Rsa, 150 in ricovero senza ventilazione, 12 in ventilazione semi-invasiva e 30 in ventilazione invasiva (Qui articolo).

 

In aumento ancora Arco e Ledro, rispettivamente a 85 e 58 casi, mentre Pergine e Borgo Chiese si attestano a 58 e 32 persone. Ma i numeri salgono un po' ovunque come in val di Fiemme e Fassa, così come l'area tra la val Giudicarie e Rendena. Trend di crescita anche lungo l'asse della valle dell'Adige: Trento a 137 e Rovereto a 24 unità.

 

Diversi i nuovi territori che entrano nelle mappa con le prime positività come Ossana, Tenno e Nago-Torbole, Fai Paganella, Trambileno e Terragnolo, Civezzano, Segonzano, Bedollo, Caldonazzo e Moena.

 

L'Apss è messa fortemente sotto pressione e le riorganizzazioni sono costanti per fronteggiare l'emergenza. Una rivoluzione senza precedenti nella storia del sistema sanitario locale e continua trasformazione degli spazi sul territorio per attivare unità di terapia intensiva e aggiungere posti letti per gestire i pazienti Covid-19 (Qui articolo).   

 

 

La Provincia è intenzionata a varare alcune restrizioni, come la chiusura delle piste ciclabili, per limitare gli spostamenti di quelle persone che ancora non rispettano le indicazioni contenute nell'ultimo Decreto del presidente del Consiglio dei ministri.

 

Ma è un po' tutto il sistema di Protezione civile a dover rivedere i piani di intervento. I vigili del fuoco sono chiamati a scendere in strada per diffondere un messaggio di sensibilizzazione per invitare i cittadini a restare a casa, mentre i corpi di Vermiglio e quello di Canazei devono operare in ''solitudine'' senza il supporto di altre caserme. 

 

La decisione arriva visto il grande estendersi del contagio in quelle zone, particolarmente turistiche e fino a una decina di giorni fa prese d'assalto da sciatori provenienti da tutta Italia. In particolare entrambi i comuni contano meno di 1.900 abitanti e registrano 21 contagi, Vermiglio, e 33 a Canazei. Le disposizioni della Protezione civile, in via precauzionale, prevedono che  i corpi dei pompieri siano pienamente operativi e possano entrare in azione ma solo per interventi che possono svolgere in totale autonomia (Qui articolo).

 

Qui il focus sui Comuni:

 

 

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