Contenuto sponsorizzato

Coronavirus, "Fateci lavorare, rispettiamo già tutte le norme di sicurezza sanitaria'', il grido di allarme dei centri estetici trentini: ''In 200 pronti a scrivere al Governo''

Da parte della categoria è stato lanciato anche l'allarme per quanto riguarda l'abusivismo. La gran parte dei centri estetici, anche trentini, si dicono pronti a riaprire dimostrando la certezza di lavorare in locali sicuri dal punto di vista igienico-sanitario ma anche disponibili ad adottare qualche misura aggiuntiva

Di gf - 17 aprile 2020 - 22:34

TRENTO. “Lasciateci riaprire, osserviamo comportamenti igienico sanitari durante lo svolgimento del lavoro già da prima della comparsa del Covid19”. E' un grido di aiuto quello che arriva dal mondo dei Centri estetici. Sono circa 210 i professionisti e le professioniste trentine pronti a mettere nero su bianco la richiesta da inviare poi al Governo. Un'apertura non solo per l'indotto in campo ma anche per contrastare il fenomeno dell'abusivismo che nelle ultime settimane sembra essere nato e che rischia di diventare sempre maggiore.

 

Dal punto di vista della sicurezza, come spiegato anche a livello nazionale, ogni centro estetico è formato da cabine individuali dove si effettuano trattamenti ad un solo cliente alla volta, in postazioni singole già distanziate tra loro. Le persone vengono quasi sempre accolte su appuntamento e difficilmente si trovano quindi nei locali clienti in attesa.

Verrebbero quindi già rispettare gran parte delle norme igienico sanitarie che vengono richieste per contenere Covid19 visto che l'attività di estetista, è stato spiegato “comprendeva metodologie di sanificazione, disinfezione e sterilizzazione pari a quelle di studi odontotecnci e medici”.
 

Purtroppo, però, fino ad oggi proprio questa categoria, quelle delle estetiste, sembra essere tra le ultime a poter riaprire nel nostro Paese. “Siamo oramai stremati, arrabbiati e delusi e sull’orlo di un tracollo aziendale per l’ignoranza – scrivono i centri estetici a livello nazionale - che ancora una volta lo Stato Italiano dimostra nei nostri confronti”.
 

La gran parte dei centri estetici, anche trentini, si dicono pronti a riaprire dimostrando la certezza di lavorare in locali sicuri dal punto di vista igienico-sanitario ma anche disponibili ad adottare qualche misura aggiuntiva per ottimizzare tutte le misure raccomandate e fondamentali per evitare contagi.

Ed è proprio in una professione come questa che si possono purtroppo risentire le carenze di mascherine e guanti oltre all'enorme aumento di prezzi. Per questo viene richiesto che venga stabilito un prezzo di mercato di tutti questi dispositivi di protezione individuali adesso in mano ad aziende che, sfruttando il momento di forte richiesta da parte di altre tipologie di attività e servizi, stanno vendendo a prezzi non congrui al reale valore degli stessi.

La richiesta che oltre duecento centri estetici sono pronti a sottoscrivere per il Governo è quindi quella di “lavorare perché non è più possibile restare in attesa d’apertura”.

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 ottobre 2020
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

22 ottobre - 16:03

Si tratta di una coppia, tutti i colleghi sono stati sottoposti a tampone al laboratorio dell'Azienda sanitaria e sono risultati negativi. La Mach: ''E' la dimostrazione dell’efficacia dei protocolli antiCovid 19 adottati" ed interviene anche il direttore dell'Apss che ha precisato come il contagio non possa essere avvenuto all’interno dei luoghi di lavoro

22 ottobre - 13:19

Una proposta semplice quanto efficace che permetterebbe agli esercenti di ''salvare'' la stagione come avvenuto in estate tra plateatici allargati e tavolini all'aperto. Con il freddo si dovrebbe, altrimenti, tornare al chiuso ma tra regole sul distanziamento e la paura del ritorno del Covid-19 il rischio che gli spazi coperti restino semi-vuoti appare molto concreto

22 ottobre - 12:31
Un elenco che contiene buona parte dell'Italia, ma anche dell'Austria, così come Polonia, Croazia, Svezia e Svizzera. Nelle scorse settimane invece la Svizzera ha inserito nell'elenco delle aree a rischio Veneto, Campania, Sardegna e Liguria
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato